Acuorbel2

20/03/2021

Catechesi N. 257

A - Erano molti ad immaginare con la venuta di Gesù la realizzazione del Regno di Dio ma di natura temporale. Anche tra gli Apostoli era periodicamente presente questa convinzione, probabilmente per l’influenza di qualcuno del gruppo molto interessato a creare un vero esercito per sconfiggere i dominatori romani.
B - Tutti potremmo identificarci con il protagonista di questa parabola, il figliol prodigo, che abbandona il padre, il buon lavoro, l’agiatezza, convinto di liberarsi del peso della famiglia per avventurarsi verso luoghi sconosciuti, illudendosi di trovare la vera felicità.
C - Ai suoi seguaci Gesù non preannuncia una vita facile e comoda, ma rivela chiaramente che saranno perseguitati: "Vi perseguiteranno". 
Allora la persecuzione, piccola o grande, periodica o continuativa, è il segno che siamo con Gesù, che diamo fastidio ai diavoli!
 
Dal Lunedì al Sabato ore 9,30 Santa Messa 
La Domenica e i festivi 2 Messe ore 10,30  e ore 17. 
Lunedì sera ore 20 Preghiere di Liberazione e Guarigione. 
Venerdì sera ore 20 Messa di Guarigione e Liberazione.
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Abiaabi 
+ VANGELO (Lc 19,11-28) 
Perché non hai consegnato il mio denaro a una banca? 
 
A - Erano molti ad immaginare con la venuta di Gesù la realizzazione del Regno di Dio ma di natura temporale. Anche tra gli Apostoli era periodicamente presente questa convinzione, probabilmente per l’influenza di qualcuno del gruppo molto interessato a creare un vero esercito per sconfiggere i dominatori romani.
Il Signore, ripetevano, dopo avere abbattuto il potere oppressore di Roma, avrebbe fatto ingresso trionfante nella città santa. Essi, inoltre, speravano che, quando fosse arrivato quel momento, avrebbero occupato dei posti di prestigio nel Regno. 
Questa loro speranza, così lontana dalla realtà, esprimeva una mentalità diffusa in molti ambienti ebraici dell’epoca. Per sradicare questo errore, Gesù espose una parabola che il Vangelo della Messa riporta.
La parabola tratta di un uomo di nobile stirpe che partì per un paese lontano per ricevere l’investitura regale. I re dei territori dipendenti dall’Impero Romano ricevevano il potere regale dalle mani dell’imperatore e spesso erano costretti a recarsi a Roma. 
Nella parabola l’illustre personaggio lasciò l’amministrazione del paese a dieci uomini di sua fiducia e partì per ricevere l’investitura. Consegnò loro dieci mine e la mina non era una moneta di conio, ma un’unità di conto: il suo valore equivaleva a trentacinque grammi d’oro. 
Un vero tesoro consegnò ad ognuno dei dieci. Questi uomini ricevono un mandato: “Impiegatele fino al mio ritorno”.
Si trattava di far fruttare quel tesoro che avevano ricevuto ed essi adempirono all’incarico: si prodigarono per il loro signore per anni…
E questo è quanto continua a fare la Chiesa dal giorno della Pentecoste, dopo che ebbe ricevuto il dono immenso dello Spirito Santo, inviato da Gesù e con esso l’infallibile Parola di Dio, la forza dei Sacramenti, le indulgenze…
In questi venti secoli è stato fatto molto nella Chiesa, si è lavorato anche bene, ma non sono mancati errori e cedimenti. Sempre ci sono stati uomini di Chiesa che hanno mostrato regresso, paure, incertezze, anche se non manca, al tempo stesso, coraggio e generosità. Purtroppo i tempi che stiamo vivendo sono tempi di grande tribolazione e di grande apostasia in cui si nota una generale perdita della Fede, anche in molti consacrati. Non dobbiamo però perdere la speranza, perché sappiamo che le porte degli inferi non prevarranno. 
Passata questa gigantesca ondata satanica che tenta di travolgere l’umanità intera, la Chiesa rifiorirà più Bella e più Splendente. 
Ognuno di noi deve lavorare per l’avvento del Regno di Dio senza scoraggiarsi per l’apparente trionfo di satana. 
La vita che abbiamo ricevuto in dono è un tempo per far fruttare i beni divini. Tocca a noi ora, a ogni cristiano, far rendere il tesoro di Grazie che il Signore lascia nelle nostre mani. Questo è il nostro mandato finché il Signore non torni per ciascuno nel momento della morte. 
Dobbiamo dunque darci da fare con impegno perché il Signore sia presente in tutte le realtà umane.
Raccontando questa parabola Gesù provava molta amarezza, perché vedeva negli occhi di molti farisei un odio crescente e il rifiuto più assoluto verso la sua Persona. Lui infatti è l’Uomo illustre odiato dai suoi cittadini: “Lo odiavano e gli mandarono dietro un’ambasciata a dire: Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”.
Quanto più Gesù manifestava la sua bontà e la sua misericordia, tanto più aumentava nei suoi confronti l’incomprensione e l’avversione. Dovette risultare ben duro per il Maestro un’opposizione così decisa e violenta, che culminerà, qualche tempo dopo con la usa condanna a morte e la sua crocifissione.
Nella parabola Gesù premia quanti hanno obbedito e corrisposto alla sua volontà, mentre punisce severamente chi ha sotterrato i doni divini per vivere disordinatamente. Così i più buoni e onesti ricevono maggiore Grazia, i superficiali ed incuranti della loro Fede perdono anche la possibilità di ricevere nuove Grazie: 
“A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha”. 
La pigrizia nella vita spirituale è condannata da Gesù, proprio perché senza impegnarci a vincere i vizi e a compiere le opere buone, si rimane in una condizione mediocre e stagnante. Dio non può concedere i suoi favori a un’anima pigra. Non è dunque sufficiente, come pensano molti, non fare il male, occorre, anzi è indispensabile, fare sempre il Bene! Buona preghiera a tutti
 
Achetaberna
 
+ VANGELO (Lc 15,1-3.11-32)
Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita.
 
B - Tutti potremmo identificarci con il protagonista di questa parabola, il figliol prodigo, che abbandona il padre, il buon lavoro, l’agiatezza, convinto di liberarsi del peso della famiglia per avventurarsi verso luoghi sconosciuti, illudendosi di trovare la vera felicità.
Quante volte anche noi proclamiamo, con le nostre scelte la nostra autonomia da Dio; quante volte calpestiamo la sua Legge e preferiamo seguire la nostra volontà, allontanandoci così dal suo Amore, sperperando la nostra eredità, ossia il Dono preziosissimo della sua Grazia vivendo nel peccato.
Solo quando ci accorgiamo di essere precipitati in basso, perché il peccato a lungo andare porta sempre a tragiche conseguenze, allora la coscienza si risveglia e sente nostalgia della casa paterna, sente nostalgia dell’Amore di Dio.
Quanti uomini nel corso dei secoli, quanti di quelli del nostro tempo possono ritrovare nella parabola di oggi i tratti fondamentali della propria storia personale.
Siamo liberi di allontanarci dalla casa paterna e di sperperare il dono immenso della Grazia di Dio, comportandoci da figli indegni e ingrati.
L’inganno che vive il giovane figlio si ripropone sempre in milioni e milioni di persone che vogliono fare a meno di Dio e conducono o iniziano un percorso autonomo da Lui e dalla sua Legge che è una Legge d’Amore.
Seguono il loro istinto e le loro passioni perché la loro coscienza è deformata e corrotta.
Il grave problema è che sono pochi coloro che si accorgono della condizione disastrosa in cui si trovano. Il peccato purtroppo li ha accecati totalmente. 
Per uscire da questa condizione occorre un miracolo, e per il miracolo occorrono molte preghiere, ma se la persona caduta nel baratro del peccato, non prega e non ha alcun desiderio di uscirne, come si potrà salvare? Ecco allora l’importanza della preghiera dei familiari, degli amici, dei credenti che pregano e si immolano ogni giorno per la conversione dei peccatori. Sempre la Madonna nelle sue apparizioni autentiche raccomanda insistentemente di pregare per la conversione dei peccatori: è la più grande forma di Carità!
Il peccato è la massima tragedia che possa succedere a un cristiano, è il vero e totale fallimento della vita!
Quando l’uomo pecca gravemente si perde per Dio e per se stesso, poiché il peccato lo allontana dal cammino verso il Cielo. Tutto viene annullato, la sua vita onesta, le speranze che Dio aveva posto in lui, la sua vocazione alla santità.
Con il peccato non confessato ci si allontana radicalmente dal principio di vita che è Dio, poiché chi ha perduto la Grazia santificante, ha perduto i meriti acquisiti lungo tutto il corso della sua vita e si è reso incapace di guadagnarne di nuovi, cadendo in qualche modo sotto la schiavitù del demonio.
 Il patrimonio che il figliol prodigo aveva ricevuto dal padre era una risorsa di beni materiali, ma più importante di questi beni era la sua dignità di figlio nella casa paterna. Colui che un giorno, andandosene, credeva di aver trovato la vera libertà e la realizzazione di se stesso: “cominciò a trovarsi nel bisogno”.
La soddisfazione finisce presto, il peccato non porta mai la vera felicità, perché il demonio non la possiede e quindi non la può dare.
Si sente allora la solitudine, la disperazione, la vergogna della dignità perduta e la consapevolezza della figliolanza sciupata. Il giovane figlio si ritrovò a fare il guardiano di porci, quanto di più infamante era per un ebreo. Lontano da Dio, la vera felicità è impossibile, anche quando per un po’ di tempo ci si illude di averla trovata.
Nessuno deve mai abbattersi, con intelligenza e umiltà deve riflettere sulla sua vita e trovare i punti deboli per vincerli con la preghiera, i Sacramenti e la buona volontà. Non deve mai mancare la santa Confessione per ritornare fra le braccia del Padre, sempre pronto a riaccogliere quanti si pentono sinceramente e desiderano iniziare una nuova vita. Buona preghiera a tutti.
 
AsantuttiGiu
 
+VANGELO   (Lc 21,12-19)
Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
 
C - Ai suoi seguaci Gesù non preannuncia una vita facile e comoda, ma rivela chiaramente che saranno perseguitati: "Vi perseguiteranno". 
La persecuzione, piccola o grande, periodica o continuativa, è il segno che siamo con Gesù e che diamo fastidio ai diavoli!
Rimane ovviamente preferibile subire qualche persecuzione o molte persecuzioni nella vita piuttosto che diventare amici di satana, perché è accertato da duemila anni di Cristianesimo che gli amici dei diavoli vengono disturbati di meno, in quanto il loro cammino è diretto verso la dannazione eterna.
Quelli che appartengono a satana sono già segnati con il marchio della bestia e non c'è alcuna necessità di causare grandi sofferenze perché potrebbero “svegliarsi” e iniziare un cammino di conversione. 
Ovviamente questo non conviene ai diavoli e proprio per questo non fanno avvertire la loro presenza a queste persone che seguono già la strada verso la dannazione eterna.
Il Paradiso è di una bellezza tale che vale sicuramente patire ogni genere di sofferenze pur di conquistarlo; inoltre teniamo sempre presente che il nostro grado di Gloria dipenderà dalla nostra partecipazione alla Passione di Cristo: più avremo sofferto, e più saremo felici e uniti intimamente a Dio!
Diventa dunque preferibile patire qualche le persecuzione, per ricevere il premio del Paradiso eterno.
Noi purtroppo siamo creature ancora molto umane e non sappiamo valutare nella Luce di Dio, i beni spirituali, sappiamo apprezzare solamente ciò che è materiale perché abbiamo gli occhi e il cuore costantemente rivolti alla terra. 
Quante volte per esempio durante la giornata pensiamo che c’è un Cielo che ci attende e che per conquistarlo occorre impegnarsi con tutte le nostre forze e sopportare ogni genere di prova?
Se pensassimo di più al Paradiso non ci spaventerebbero così tanto le sofferenze e le persecuzioni. I Santi infatti che avevano costantemente rivolto il pensiero alle realtà eterne consideravano un Tesoro prezioso patire per Amore di Dio.
 Quando arriva la persecuzione c'è una risposta che ognuno dà secondo la sua spiritualità. 
C'è chi si abbatte e si ribella, e in tanti casi perde la Fede. 
C'è chi si scoraggia e diminuisce la preghiera, dimostrando così una Fede debole e immatura. 
C'è invece il credente che ha una Fede forte, costui aumenta la preghiera e si abbraccia ancor più saldamente alla Croce di Gesù.
Le grandi persecuzioni hanno toccato tutti i Santi che veneriamo, non può che essere così, perché più è grande la Fede e l'unione con Gesù e la Madonna, più scatenati diventano tutti i diavoli e cercano di fermare in ogni modo queste grande Anime che la Chiesa ci presenta come modelli da imitare.
Padre Pio visse tutta la sua vita in mezzo a persecuzioni assurde e maligne, Lui rispose con una Fede da gigante e la sua preghiera aumentava ogni giorno di più, fino a diventare anche nei segni alle mani, ai piedi, al costato, copia vivente di Gesù Crocifisso.
Dice Gesù: "Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici". 
Quei familiari che non pregano provano spesso ribellione nel vedere qualcuno della famiglia impegnato nelle cose spirituali e irrazionalmente diventano persecutori dei buoni.
"Sarete odiati da tutti a causa del mio Nome". Qui Gesù allarga la prospettiva: non sono solo i genitori, i fratelli, i parenti e gli amici, a essere i nostri persecutori, ma tutti coloro che non sono in comunione con Lui sono potenzialmente nostri nemici    perché i diavoli agiscono in essi con assoluta padronanza.
Bisogna forse spaventarsi? Chi ha paura non è vicino a Gesù, Lui ci dice: "Nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto". Buona preghiera a tutti.
AsanMaria 
 
Madonna Orione
Madonna di Lourdes San Luigi Orione

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