Miramed

23/11/2019

Catechesi N. 290
 
 A -  Nella vita di ognuno arriva il momento della verità quando si è obbligati a mettersi di fronte alla propria coscienza per interpellarla.
Finchè la coscienza la si mette a tacere sotto una coltre di innumerevoli peccati non si può vivere nella Verità e nella Luce di Dio.
 B - Questa festa molto importante per l’amore che portiamo a Padre Pio, mi ha fatto ritornare in mente l’intervista concessa dal cardinale Ruini e che ho citato nel paragrafo sopra.
 C - Gli annunci dati da Gesù riguardanti la sua Passione, non erano stati compresi dagli Apostoli e suscitavano uno stupore profondo. Secondo loro non era accettabile quanto affermava il Signore. 
 
 
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Triduo sugli Angeli con Don Marcello Stanzione. Giovedì 28 Novembre ore 21, Venerdì 29 ore 21 e Sabato 30 ore 15 Santa Messa di Guarigione. 
 
Domenica 8 Dicembre festa dell'Immacolata a Milano via Elba presso le suore del Volto Santo di Gesù ore 10,30 Santa Messa. Nel pomeriggio in Associazione Santa Messa ore 17 
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Doppia
 
+ VANGELO (Lc 15,11-32) 
Parabola del figlio prodigo
 
A -  Nella vita di ognuno arriva il momento della verità quando si è obbligati a mettersi di fronte alla propria coscienza per interpellarla.
Finchè la coscienza la si mette a tacere sotto una coltre di innumerevoli peccati non si può vivere nella Verità e nella Luce di Dio ma, come ho appena detto, giunge il momento in cui, per eventi magari spiacevoli, ci si scuote dal torpore e si comincia ad aprire gli occhi ….. 
È un momento di Grazia per tutti coloro che sono vissuti sempre seguendo il loro istinto e non la Legge di Dio.
Occorre cogliere questi momenti e fermarci a riflettere e fare come il figliol prodigo che dinnanzi al fallimento della propria vita prende la decisione risoluta di ritornare al Padre.
Non bisogna abbattersi se ci si accorge di aver vissuto lontano da Dio, ma bisogna decidersi per una conversione seria.
Il Signore gioisce immensamente nel vedere il peccatore pentito che fa ritorno a Lui. 
Tutti quelli che si impegnano seriamente per vincere i propri vizi e pregano intensamente avvertono una forza interiore che li aiuta a procedere nel cammino.
Le risposte più profonde che riguardano la nostra vita arrivano quando preghiamo bene e molto durante la giornata. Non illudiamoci di fare progressi quando invece si prega velocemente e solo quando si ha tempo … Non bisogna lamentarsi se poi non arrivano gli aiuti spirituali.
Sicuramente non è un atteggiamento di amore ricorrere a Gesù e alla Madonna solo quando c’è una necessità; la preghiera deve essere il respiro della nostra vita!
La presenza di Dio in noi aumenta se si prega bene, se si ricorre con la frequenza ai Sacramenti, e se si fa un serio cammino di fede, altrimenti questa presenza si affievolisce fino a svanire.
L’allontanamento da Gesù comporta conseguenze disastrose, perché solo Lui è la Sorgente di ogni bene e la ripetizione di molti peccati gravi, danneggia seriamente la vita spirituale.
Dinanzi alla propria coscienza molti ritrovano la Fede aiutati dalla ragione, altri perdono anche quanto avevano di buono.
Qualche anno fa, il Cardinale Ruini ha rilasciato una intervista per presentare un suo libro sulla morte e ha detto parole interessanti. La lunga riflessione sulla morte lo ha aiutato e gli ha permesso di scoprire qualcosa che forse gli era ancora non molto chiara. Ma questo succede anche a moltissimi cristiani.
Alla domanda del giornalista: «Cardinale Ruini, il suo nuovo libro si intitola “C’è un dopo?”, con il punto interrogativo. Questo significa che neppure lei è assolutamente certo che “un dopo” ci sia?», ha risposto: “Personalmente sono certo. Ma mi rendo conto che questa certezza è un dono di Dio, e che nel contesto culturale di oggi può essere difficile raggiungerla”.
“Alla morte e al dopo penso spesso, se non altro perché il mio declino fisico si incarica di ricordarmeli. Cerco di prepararmi pregando di più ed essendo un po’ più buono e più generoso. Soprattutto mi affido alla misericordia di Dio”. 
Il titolo poteva essere più spirituale: “C’è un dopo?”, forse cerca di suscitare la curiosità dei lettori. Quello che è sicuro, è la sua consapevolezza che c’è l’aldilà e sicuramente si sta preparando con spirituale impegno all’incontro con Gesù. Se è giunto con certezza alla verità sull’aldilà non possiamo che rallegrarci e augurargli anche una buona diffusione del libro.
Nell’intervista il Cardinale Ruini è davvero sincero. Si diventa profondamente sinceri dopo avere riflettuto lungamente sulla morte. La sua risposta onesta e vera ad una domanda pungente, gli garantisce tutta la simpatia dei lettori.
«C’è qualche errore, almeno uno, che ritiene di aver commesso?
“Di errori ne ho fatti molti, a cominciare dai miei tanti peccati, e chiedo di cuore perdono a Dio e al mio prossimo. Nelle responsabilità che ho avuto un errore è stato il fidarmi troppo di me stesso”. 
È fin troppo evidente la sua sincerità e questo è frutto della meditazione sulla morte. Varie volte vi ho invitato a rifletterci per diventare più spirituali, anche per abbandonare tutto ciò che non giova alla vita eterna. 
Spesso purtroppo le persone non vogliono entrare in questo argomento perché l’idea della morte fa paura. 
Invito ciascuno di voi a meditare di più e bene su questa realtà che tutti dovremmo affrontare. Questo invito non e certo per spaventare o deprimere. Anzi è un ottimo esercizio per risvegliare la coscienza e capire il vero senso della vita.
Il cristiano che  medita attentamente sulla morte impara a vivere bene, cioè a far fruttare i Doni che ha ricevuto e ad amare di più Dio e il prossimo. 
I Santi ci insegnano che la morte è il momento decisivo, l’attimo in cui tutto l’inferno si scatena nel tentativo estremo di strappare un anima a Dio. Ecco perché è importante prepararci e la miglior preparazione è una vita vissuta in grazia di Dio.
Chi vive bene ….. muore bene!!!
Il suo distacco da questa terra sarà un tuffo nell’Oceano sconfinato dell’Amore di Dio ….. sarà un volo nell’azzurro inconcepibile di quel Regno d’Amore che Dio ha preparato per tutti coloro che Lo amano.
La meditazione sulla morte è dunque indispensabile e salutare.
Non cadiamo nella trappola di satana che sempre cerca di stordirci con le infinite seduzioni del mondo allontanando dalla nostra mente il pensiero della morte per coglierci così impreparati!!!
Colui che vive per il mondo non vuole pensare alla morte, ma non per questo può allungare di un solo giorno quel momento fatidico della resa dei conti in cui tutti verremo giudicati per il bene o per il male compiuto.
L’uomo saggio si prepara ….. l’uomo stolto vive la giornata, pensando solo al godimento terreno con la scusa che tanto c’è tempo …..
Siamo cristiani, non siamo pagani!!!
Il cristiano è l’uomo maturo e forte che guarda con serenità il momento che finalmente lo porterà all’incontro con il suo Signore e proprio per questo prepara la “veste candida” con impegno e perseveranza, con cura e con amore.
Quella veste dovrebbe essere la preoccupazione principale di ogni cristiano perché è il “passaporto” per il Cielo e ci permetterà di entrare nella Gerusalemme Celeste, nella Beatitudine che non avrà mai fine, in un eterno Cuore a Cuore con Dio!!! Buona preghiera a tutti.
 
Stellatoe 
 
+ VANGELO (Lc 9,18-22) 
Tu sei il Cristo di Dio. Il Figlio dell’Uomo deve soffrire molto. 
 
 B - Questa festa molto importante per l’amore che portiamo a Padre Pio, mi ha fatto ritornare in mente l’intervista concessa dal cardinale Ruini e che ho citato nel paragrafo sopra. 
La vita di Padre Pio è stata una ininterrotta sofferenza fisica e soprattutto morale per le molteplici persecuzioni, le tantissime calunnie e le diffamazioni che ha dovuto subire; è stata un interminabile martirio che lo ha portato ad essere assimilato totalmente alla Passione di Cristo, come pochi Santi nella storia.
Padre Pio ha vissuto un’esperienza inspiegabile senza un particolare aiuto Divino perché nessun uomo può sopportare per così lungo tempo i dolori delle Stimmate (50 anni) con tutte le altre sofferenze dovute a varie malattie e soprattutto i dolori morali e le prove interiori acutissime provocate da satana, che voleva a tutti i costi annientare questo gigante di santità.
Il demonio si manifestò molto presto nella vita di Padre Pio perché già aveva intuito quante anime gli avrebbe strappato e proprio per questo non gli diede mai un attimo di tregua.
Padre Pio è un grande Mistero, è un Dono straordinario per tutti noi e la prova più tangibile di quanto l’Onnipotenza divina può compiere in un anima che si lascia plasmare totalmente dalla Sua Volontà. 
Padre Pio amò perdutamente Cristo e la sua Santissima Madre e visse unicamente per la Salvezza eterna delle anime.
Le dolorose stimmate e tutte le altre sofferenze ci ricordano che le anime si pagano a caro prezzo sull’esempio di Gesù che ha redento il mondo con la Croce.
Le penitenze e i digiuni, le continue preghiere e le innumerevoli Corone del Rosario che recitava ogni giorno, erano il modo per ottenere infinite Grazie per tutti coloro che ricorrevano a lui e per aiutare i peccatori a non finire all’inferno.
L’inferno dunque esiste come sono esistite anime che sono vissute tutta la vita in Croce per la Salvezza dei fratelli.
Gesù ha parlato molto della dannazione eterna, Padre Pio si è “distrutto “ per salvare i peccatori dall’inferno eppure quanti non credono a questa terribile verità,
e fra questi purtroppo ci sono tantissimi teologi, cardinali e vescovi!!!
Ritorno al cardinale Ruini. Ho cercato di approfondire le varie interviste rilasciate per il suo libro e ho letto qualcosa che mette in difficoltà quelli che leggono e non hanno i mezzi per valutare correttamente. Ha parlato dell’inferno e con sincerità ha espresso il suo pensiero, ma è un pensiero che purtroppo dubita dell’inferno o meglio    dubita che gli esseri umani si possono dannare, anche se ammette che Gesù ne ha parlato.
Questa è la contraddizione che facilmente si coglie leggendo l’intervista. Ci chiediamo: se l’inferno fosse vuoto perché Gesù è morto in Croce? Perché ne ha parlato ripetutamente? Perché dovrei ricevere il Battesimo? A chi si rinuncia nel Battesimo’Perché Padre Pio ha sofferto per lunghi anni, pregando di continuo per la conversione dei peccatori?
Leggiamo la domanda posta dal giornalista e la risposta di Ruini.
«Lei definisce l’inferno “una possibilità concreta e tragica”. Non è vero quindi che l’inferno è vuoto, come si augurava von Balthasar? 
Von Balthasar se lo augurava, non pretendeva di saperlo. Che l’inferno sia una possibilità concreta ce lo ha detto anzitutto Gesù Cristo: non possiamo pensare che Gesù scherzasse quando ammoniva che la via verso la perdizione è spaziosa, mentre è angusta quella verso la vita. Non è detto però che degli esseri umani siano effettivamente dannati: possiamo e dobbiamo sperare di salvarci tutti; ma deve essere una speranza umile, che non presume di noi stessi e si affida alla misericordia di Dio».
Un’altra teoria di moda, ma che non segue la sana Tradizione della Chiesa è l’affermazione che noi non siamo in grado di ottenere la salvezza eterna perché essa è un Dono esclusivo della Bontà di Dio.
Tale teoria non si può considerare esatta, infatti nasconde un sottile tranello diabolico: è vero che il Paradiso è un Dono di Dio, ma per meritarlo occorre sempre la nostra collaborazione ….. non possiamo vivere come ci pare e piace pensando che poi alla fine tanto Dio perdona tutti. 
Sant’Agostino ha detto una frase che spiega questa verità: “Dio che ti ha creato senza di te, non può salvarti senza di te. Dunque siamo solo noi con la nostra condotta a decidere se vogliamo salvarci o no”.
Dio nella sua Bontà ci vuole tutti salvi e proprio per questo ha mandato suo Figlio a morire in Croce, ma quanti rifiutano questo Dono???
Quanti voltano le spalle a Cristo e al suo Vangelo e preferiscono vivere ostinatamente nel peccato???
Il Signore nella sua Bontà ci dona tutti gli aiuti indispensabili per la salvezza eterna; manda i Santi come Padre Pio per scuotere i peccatori, invia sua Madre a richiamare in ogni angolo del mondo i peccatori e gli appelli mostrano la sua grande   preoccupazione materna per il pericolo che corrono tantissime persone di dannarsi eternamente.
Se l’inferno non esistesse non ci sarebbe alcun motivo di tutte queste   apparizioni della Madonna nel mondo, quelle autentiche ovviamente.
Alcune parole che leggiamo oggi ci permettono di capire il caro prezzo pagato da Gesù per la redenzione dell’umanità.
“Il Figlio dell’Uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno”. 
Il cristiano vive in sé il contenuto di queste parole perché segue le orme del Maestro divino ed è associato dunque alla sua passione, nella misura in cui e capace. 
Ognuno di noi soffre nella vita per colpa degli altri, e chi più chi meno prova la terribile agonia interiore. Per poco tempo o lunghi anni.
 Non di rado veniamo rifiutati subdolamente da chi non ha Fede o ha una visione protestante. Non mancano mai le persecuzioni e le calunnie per la cattiveria di chi ci odia.
 Ma proprio i cristiani sanno risorgere dalle prove morali, perché pregano e perdonano, imitano le virtù di Gesù e amano tutti.
Padre Pio è stato un modello esemplare, non tutti certamente sono chiamati a vivere la sua sublime missione, ma egli ci insegna con la sua vita che Cristo va amato con tutte le nostre forze e al di sopra di tutto, ciascuno stando al suo posto, nel compito specifico che Dio gli ha assegnato. Buona preghiera a tutti.
 
Doppia2
 
+ VANGELO (Lc 9,43-45) 
Il Figlio dell’Uomo sta per essere consegnato. Avevano timore di interrogarlo su questo argomento.
 
C - Gli annunci dati da Gesù riguardanti la sua Passione, non erano stati compresi dagli Apostoli e suscitavano uno stupore profondo. Secondo loro non era accettabile quanto affermava il Signore. 
 Egli parlava di apparente sconfitta e questo strideva con i miracoli compiuti.   Restare insieme a Gesù per gli Apostoli era un’esperienza unica, bellissima e in questa esperienza non c’era spazio per la sofferenza.
Gesù aveva dimostrato di dominare gli elementi della natura, il vento, il mare; di comandare sugli spiriti immondi e di essere da essi prontamente obbedito; aveva dimostrato la sua straordinaria potenza taumaturgica su ogni genere di malattia ….. aveva restituito la bellezza e l’integrità a corpi corrosi e deformati dalla lebbra e aveva persino resuscitato i morti.
Come poteva ora essere respinto dal suo popolo, catturato come un malfattore e morire subendo la terribile condanna della crocifissione, una morte orrenda e infamante. Tutto questo era incomprensibile per gli Apostoli: “Essi però non capivano queste parole”. 
Questo ci dimostra ancora una volta che i nostri pensieri non sono i pensieri di Dio e le nostre vie non sono le sue vie!
Gesù è il Salvatore e doveva riparare un oceano sconfinato di peccati ….. doveva prendere su di se tutte le colpe commesse dagli uomini e questo comportava una sofferenza inimmaginabile. Pensate dunque con quale Amore Gesù ci ha amato!!!
Ha lasciato gli splendori del Cielo ….. l’infinita Beatitudine dell’abbraccio Trinitario per farsi uomo e soffrire. Se meditassimo di più su questa realtà non riusciremmo a rimanere così indifferenti ….. cosi tiepidi ….. così poco cristiani!
Gesù quindi, per quanto riguarda la sua Passione, non fu compreso nemmeno dai suoi Apostoli e nel momento del dolore fu lasciato solo, tutti si dettero alla fuga tranne Giovanni; evidentemente temevano di subire la stessa condanna. 
Questo comportamento si nota spesso anche tra gli uomini; quando vedono che un parente o un amico è in disgrazia, si danno tutti alla fuga, mostrando così che non erano poi tanto amici!   
La mancata comprensione della rivelazioni di Gesù indica che essi non avevano ancora ricevuto lo Spirito Santo e questo Gesù lo sapeva bene. Sapranno poi, dopo la Pentecoste testimoniare meravigliosamente l’Amore per Cristo e quasi tutti moriranno Martiri.
Anche molti di noi oggi non comprendono il valore della sofferenza e subito si lamentano con Dio appena giunge una prova. 
I Santi ci insegnano che la sofferenza offerta ha un valore immenso ed è proprio per questo che l’accettano in piena sottomissione alla Volontà di Dio.
La sofferenza purifica la nostra anima, coopera alla Salvezza eterna dei fratelli, ci permetterà di abbreviare il nostro purgatorio (e non è cosa da poco) 
e di stare più intimamente uniti a Dio nell’Eternità.
Proprio per questo San Francesco diceva: “E’ tanto il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto”! Buona preghiera a tutti.
 
SUPPLICA ALLA MADONNA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA 
Da recitarsi alle 17 del 27 novembre, festa della Medaglia Miracolosa, in ogni 27 del mese e in ogni urgente necessità. 
 
O Vergine Immacolata, noi sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle di pianto, ma sappiamo pure che vi sono giorni ed ore in cui ti compiaci di spargere più abbondantemente i tesori delle tue grazie. Ebbene, o Maria, eccoci qui prostrati davanti a te, proprio in quello stesso giorno ed ora benedetta, da te prescelta per la manifestazione della tua Medaglia.
Noi veniamo a te, ripieni di immensa gratitudine ed illimitata fiducia, in quest'ora a te sì cara, per ringraziarti del gran dono che ci hai fatto dandoci la tua immagine, affinché fosse per noi attestato d'affetto e pegno di protezione. Noi dunque ti promettiamo che, secondo il tuo desiderio, la santa Medaglia sarà il segno della tua presenza presso di noi, sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere, seguendo il tuo consiglio, quanto ci hai amato e ciò che noi dobbiamo fare, perché non siano inutili tanti sacrifici tuoi e del tuo divin Figlio. Sì, il tuo Cuore trafitto, rappresentato sulla Medaglia, poggerà sempre sul nostro e lo farà palpitare all'unisono col tuo. Lo accenderà d'amore per Gesù e lo fortificherà per portar ogni giorno la propria croce dietro a Lui. Questa è l'ora tua, o Maria, l'ora della tua bontà inesauribile, della tua misericordia trionfante, l'ora in cui facesti sgorgare per mezzo della tua Medaglia, quel torrente di grazie e di prodigi che inondò la terra. Fai, o Madre, che quest'ora, che ti ricorda la dolce commozione del tuo Cuore, la quale ti spinse a venirci a visitare e a portarci il rimedio di tanti mali, fai che quest'ora sia anche l'ora nostra: l'ora della nostra sincera conversione, e l'ora del pieno esaudimento dei nostri voti.
Tu che hai promesso, proprio in quest'ora fortunata, che grandi sarebbero state le grazie per chi le avesse domandate con fiducia: volgi benigna i tuoi sguardi alle nostre suppliche. Noi confessiamo di non meritare le tue grazie, ma a chi ricorreremo, o Maria, se non a te, che sei la Madre nostra, nelle cui mani Dio ha posto tutte le sue grazie? Abbi dunque pietà di noi.
Te lo domandiamo per la tua Immacolata Concezione e per l'amore che ti spinse a darci la tua preziosa Medaglia. O Consolatrice degli afflitti, che già ti inteneristi sulle nostre miserie, guarda ai mali da cui siamo oppressi. Fai che la tua Medaglia sparga su di noi e su tutti i nostri cari i tuoi raggi benefici: guarisca i nostri ammalati, dia la pace alle nostre famiglie, ci scampi da ogni pericolo. Porti la tua Medaglia conforto a chi soffre, consolazione a chi piange, luce e forza a tutti.
Ma specialmente permetti, o Maria, che in quest'ora solenne ti domandiamo la conversione dei peccatori, particolarmente di quelli, che sono a noi più cari. Ricordati che anch'essi sono tuoi figli, che per essi hai sofferto, pregato e pianto. Salvali, o Rifugio dei peccatori, affinché dopo di averti tutti amata, invocata e servita sulla terra, possiamo venirti a ringraziare e lodare eternamente in Cielo. Cosi sia.  Salve Regina 
 
 
Medagprt 
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