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12/04/2026

Catechesi N. 526

A - Rilevo due temi che vanno considerati con molta attenzione: l’Amore infinito di Dio per ciascun uomo e la nostra corrispondenza. Non riusciremo mai ad immaginare quanto Dio ci ama. Per salvarci, quando eravamo perduti, ha inviato il suo Unigenito perché, con l’offerta della sua vita, ci riscattasse dallo stato in cui eravamo caduti.
B - Dopo avere trascorso alcuni giorni a Gerusalemme, Gesù intraprende un viaggio difficile per ritornare in Galilea, nella sua terra, senza considerare che nel suo paese avevano cercato di buttarlo giù dal monte e che quasi tutti gli erano contro. Ma Gesù deve ritornare in quella zona per portare l’annuncio di salvezza a tutti.
C - Di ritorno dalla Galilea, Gesù si reca, come fa spesso, a Gerusalemme perché questa città necessita più di tutte di conoscere la sua rivelazione. Era la città santa, il centro dell’ebraismo e il luogo del Tempio. Qui Gesù vuole diffondere la sua nuova Dottrina, ma trova moltissime difficoltà, in parte comprensibili per i contenuti dei suoi insegnamenti fondati sull’Amore, sul Perdono e sulla Misericordia.

Dal Lunedì al Sabato ore 9,30 Santa Messa
Tutti i Lunedì sera ore 21 Preghiere di Intercessione e Sollievo delle Sofferenze.
Tutti i Venerdì sera ore 20,30 Santa Messa di Intercessione e Sollievo delle Sofferenze.

Da Venerdì 17 Aprile a Domenica 19 Aprile faremo tre giornate di Preghiera a Roma presso la Chiesa dell’Immacolata via Laurentina N. 402.

Domenica 12 Aprile Ore 16 Messa di Intercessione e Sollievo delle Sofferenze.

Venerdì 1° Maggio 2026 festa dell’Associazione festeggiamo il 17° anno della Fondazione.
Da Venerdì 28 Agosto pellegrinaggio a Lourdes fino a Lunedì 31 AgostoPer la diretta su Facebook cliccare sotto.
https://www.facebook.com/Associazione-Nostra-Signora-di-Lourdes-San-Luigi-Orione-777089575651955

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Cliccare sotto per ascoltare la Catechesi

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+ VANGELO Gv 3,14-251
Dio ha mandato il Figlio perché il mondo si salvi per mezzo di Lui.A - Rilevo due temi che vanno considerati con molta attenzione: l’Amore infinito di Dio per ciascun uomo e la nostra corrispondenza. Non riusciremo mai ad immaginare quanto Dio ci ama. Per salvarci, quando eravamo perduti, ha inviato il suo Unigenito perché, con l’offerta della sua vita, ci riscattasse dallo stato in cui eravamo caduti.
«Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio, perché chiunque crede in Lui non muoia ma abbia la vita eterna» (Gv 3-16).
Dio è Padre e ci ama infinitamente, noi non abbiamo sincera consapevolezza del suo Amore perché Lo conosciamo molto poco.
Possiamo risalire al Padre partendo dal Figlio, e del Figlio Gesù dobbiamo considerare e meditare i suoi insegnamenti, le sue parole, i suoi gesti, le sue opere, i suoi grandi miracoli, l’amore verso tutti, la compassione per i poveri e gli ammalati. Bene, il Padre ha lo stesso Spirito del Figlio, quindi quanto applichiamo a Gesù possiamo tranquillamente affermarlo anche del Padre.
Molti recitano il Padre Nostro senza capire chi è questo Padre e cosa stanno dicendo.
La recita del Padre Nostro è una preghiera che disturba molto i diavoli se recitata con il cuore, chiaramente quando si recita con Fede ed è presente anche un fervore consistente i diavoli si allontanano. Quando recitiamo questa preghiera insegnata da Gesù, il Padre prova maggiore compassione per i suoi figli che Lo implorano e chiedono aiuto, infatti nel Padre Nostro si chiedono al Padre più cose.
Chi lo recita con amore e con la Fede che si ritrova, ma che sia concentrata, senza distrazioni, entra in comunione con il Padre.
Il Padre e il Figlio ci amano sempre, hanno misericordia di noi anche quando Li offendiamo, ma deve sempre seguire un sincero pentimento e la Santa Confessione. Una delle più grandi meraviglie è l’amore che il Signore ha per ognuno di noi. Ci ama così come siamo, anche i cristiani che hanno molti difetti, ma pregano e vanno a Messa, sono accolti dal Signore perché Lui legge i cuori.
L’attenzione di Dio e il suo Amore per noi sono stati continui lungo tutta la nostra vita. Ha avuto presenti tutte le circostanze e gli avvenimenti che ci riguardano. Sta accanto a noi in ogni situazione e in ogni momento. Fino all’ultimo istante della nostra vita.
È l’uomo ad allontanarsi da Gesù per l’incapacità di comprendere qual è il vero tesoro, quale ricchezza rende veramente felici in questa unica vita che stiamo vivendo. Oggi dobbiamo fermarci più volte a riflettere sulla nostra corrispondenza all’Amore di Dio. Gesù è contento della nostra vita? Perché non mettiamo da parte tante cose inutili e ci dedichiamo di più a pregare e a ringraziare Colui che ci mantiene in vita?
L’uomo è debole per sua natura, non c’è dubbio, è incline alla debolezza e questa diventa cronica senza i giusti rimedi che ci insegna la Chiesa. Se il Catechismo è stato dimenticato, sappiamo quali sono i mezzi per lasciare definitivamente il peccato ed iniziare la vera vita. Il peccato porta tristezza, frustrazione, odio, invidia, gelosia, cattiveria, insensibilità, inimicizia, calunnie, diffamazione e perversione.
Non possiamo lasciarci dominare dalle negatività del Male, chi vuole può iniziare il suo cammino di Fede più importante della vita.
Chi risponde all’Amore di Dio supera tutti gli ostacoli, al contrario, senza amore anche le più piccole difficoltà sembrano insuperabili.
Chiediamo aiuto al più potente Santo dopo la Madonna, San Giuseppe è uno straordinario intercessore e la Novena che abbiamo fatto ci sta aiutando a conoscerlo di più e ad innamorarci di Lui. In tanti esorcismi i diavoli hanno detto che tremano quando viene invocato San Giuseppe e che Lui ottiene moltissime Grazie da Gesù e da Maria perché di Loro fu il perfetto Custode.
Nessuno ha mai amato Madre e Figlio come San Giuseppe.
Il Padre si fidò pienamente del giovane Giuseppe e non rimase deluso. Chi prega Lui ogni giorno è felice ed ottiene Grazie impossibili. Buona preghiera a tutti. Sia Lodato Gesù Cristo.

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+ VANGELO (Gv 4,43-54)
Va’, tuo figlio vive.

B - Dopo avere trascorso alcuni giorni a Gerusalemme, Gesù intraprende un viaggio difficile per ritornare in Galilea, nella sua terra, senza considerare che nel suo paese avevano cercato di buttarlo giù dal monte e che quasi tutti gli erano contro. Ma Gesù deve ritornare in quella zona per portare l’annuncio di salvezza a tutti.
Però avviene qualcosa di sorprendente, perché in Galilea questa volta c’è euforia quando Lo vedono, sono felici e compiaciuti di averlo con loro, quindi, qualcosa nel frattempo era cambiato.
“Lo accolsero, perché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme, durante la festa; anch’essi infatti erano andati alla festa”.
Dalla prima visita fatta da Gesù a Nazareth è cambiato l’atteggiamento dei galilei perché a Gerusalemme avevano assistito ai suoi straordinari miracoli, avevano ascoltato i suoi meravigliosi insegnamenti, ma soprattutto, avevano assistito compiaciuti che Lo consideravano un grande Profeta e qualcuno anche il Messia atteso.
I galilei cambiano opinione su Gesù perché in qualche modo la sua missione nobilita anche loro, essendo della stessa regione.
Però Gesù lascia Gerusalemme scontento, ha trovato molti cuori induriti e una mancata voglia di accogliere il Messia atteso. Avverte nei suoi confronti il dubbio e già conosce quale atteggiamento avranno gli scribi e i farisei verso Lui.
Comunque, l’accoglienza peggiore l’aveva ricevuta a Nazareth e adesso si reca lì vicino a predicare.
Qui troviamo l’Uomo Gesù che soffre per l’inizio delle persecuzioni nei suoi confronti, sono ancora tribolazioni ed angherie deboli e incerte, ma Lui coglie perfettamente l’indisponibilità di molti cuori induriti e accecati dalla lebbra del peccato.
In questa situazione Gesù cerca amici con cui confidarsi, non per trovare consolazione, ma per esprimere la sua delusione ed ascoltare da qualcuno che Lo ama e crede fermamente in Lui. Questo vuole sentire Gesù dagli adoratori dell’Eucaristia, del Sacramento dell’Amore che contiene Corpo, Sangue, Anima e Divinità del Signore.
È un momento straordinario della giornata quando ci si reca davanti al Tabernacolo e si parla a cuore aperto con Gesù, innanzitutto si ringrazia e si esprime con Fede la certezza della sua presenza viva e vera, poi si ascolta in silenzio quanto Lui ci dice, anche se non si coglie immediatamente il senso. Nei momenti di necessità emergeranno le sue parole.
Gesù ha incontrato molte delusioni, il suo pane è fatto di avvilimenti e amarezze per la falsità di quanti Lo perseguitano!
È vero che tornando in Galilea trova molta accoglienza, non è però quella che desidera Lui. Non vedono in Lui il Salvatore, ma è anche vero che ha iniziato da poco la sua missione. L’atto di Fede richiesto dal Signore è quello che compie “un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafarnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da Lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire”.
La richiesta dell’uomo contiene una Fede iniziale e Gesù fa presente che per credere fermamente tutti vogliono vedere segni. “Se non vedete segni e prodigi, voi non credete”. Il funzionario del re non cerca però segni, crede che Gesù può salvare suo figlio e con molta fiducia implora una supplica: “Signore, scendi prima che il mio bambino muoia”.
Questa è vera Fede, è la certezza che Gesù può salvare suo figlio e viene accolta pienamente perché il Signore vuole guarire tutti!
Gesù gli rispose: “Va, tuo figlio vive”. «Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: “Tuo figlio vive!”». Le stesse parole.
Basta poco per far intervenire Gesù e ricevere grandi Grazie, ma dobbiamo coltivare una forte Fede in Lui, occorre quindi fare spazio nel nostro cuore ed eliminare quanto si oppone a Lui, vincere quelle debolezze che ci fanno perdere pure l’autostima, perché Dio ci ama uno ad uno e ci vuole ricolmare di doni spirituali! Buona preghiera a tutti. Sia Lodato Gesù Cristo.

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+ VANGELO (Gv 5,1-16)
All’istante quell’uomo guarì.

C - Di ritorno dalla Galilea, Gesù si reca, come fa spesso, a Gerusalemme perché questa città necessita più di tutte di conoscere la sua rivelazione. Era la città santa, il centro dell’ebraismo e il luogo del Tempio. Qui Gesù vuole diffondere la sua nuova Dottrina, ma trova moltissime difficoltà, in parte comprensibili per i contenuti dei suoi insegnamenti fondati sull’Amore, sul Perdono e sulla Misericordia.
Cosa ne sapevano gli ebrei dell’Amore verso il prossimo, del Perdono da donare anche ai nemici, della Misericordia verso tutti?
Gesù insegna e lascia meravigliati tutti, anche i prevenuti che non mancano mai, quelli che hanno sempre la puzza sotto il naso e presumono di avere capito tutto sugli altri, e non hanno mai compreso nulla di se stessi.
I nemici di Gesù hanno sempre la puzza sotto il naso, puzzano essi stessi di quello che applicano agli altri perché sono altezzosi, si danno delle arie, sono superbi in modo elegante… Vivono di calunnie, ipotizzano di continuo ciò che invece non esiste o non è vero, fanno illazioni arrivando a giudizi gravi che danneggiano le persone perbene.
Il Signore in mezzo a questi suoi nemici, sa che non è sufficiente la sua Parola, gli uomini vogliono le prove, cercano i segni per orientarsi e capire meglio cosa indica, appunto, quel segno. Così Gesù compie grandi miracoli e lascia sbalorditi tutti i presenti, miracoli che indicano l’arrivo del Messia.
Però se fosse veramente così, gli scribi perderebbero il potere, i sacerdoti del Tempio andrebbero in vacanza… i farisei non potrebbero più ripetere come una cantilena le loro inventate ritualità che poi Gesù condanna aspramente: “Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? Poiché la bocca parla dalla pienezza del cuore” (Mt 12,34). “Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?” (Mt 23,33).
Così Gesù arrivato nuovamente a Gerusalemme “si reca presso la porta delle Pecore, lì vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato”.
Gesù può guarire tutti con un solo cenno, ma sa il fatto suo, dispone ogni cosa secondo l’opportunità ed agisce secondo la sua volontà Divina. Un grande segno lo dà e sceglie un uomo da tutti riconosciuto ammalato da ben trentotto anni, tanto che nessuno può dubitare sulla sua malattia. È vero che il Signore prova grande pietà per l’ammalato, o meglio infinita pietà, ma è pure il momento di dare una prova della sua identità.
«Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli dice: “Vuoi guarire?”».
Gesù vuole suscitare la fede nell’ammalato, vuole la sua approvazione in ciò che vuole compiere, per questo pone la domanda. Si tratta di una questione di fede, perché ad un altro l’ammalato direbbe parolacce, gli tirerebbe qualcosa per farlo smettere di prenderlo in giro.
Egli ha sentito che Gesù guarisce e che dinanzi alla sua onnipotenza tutto si piega, anche l’inferno, però Dio lascia liberi di agire.
L’ammalato risponde con umiltà, la lunga malattia lo ha prostrato e risponde a Gesù con la convinzione di guarire immergendosi nell’acqua, come in effetti avveniva veramente, ma l’uomo non è stato mai in grado di immergersi. Risponde a Gesù con gioia perché si è convinto che sarà aiutato da Gesù ad immergersi, invece Gesù lo immerge nel suo Spirito, non appena l’ammalato si rende disponibile a fare quello che vuole il Maestro.
“Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me”. L’umile uomo pensa sempre all’acqua, mentre Gesù lo inonda con lo Spirito Santo: “Alzati, prendi la tua barella e cammina”.
Queste parole Gesù le ripete a quanti credono con vera Fede in Lui. Chi prega con umiltà e fiducia ottiene grandi Grazie!
“E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare”. Buona preghiera. Sia Lodato Gesù Cristo.

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Madonna Orione
Madonna di Lourdes San Luigi Orione

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Lunedì - Martedì - Mercoledì - Giovedì e Venerdì -  dalle ore 8,30 alle ore 12,30


Il pomeriggio dalle ore 14 fino alle ore 17 per i soli Malati spirituali telefonare per l'appuntamento.

Tutti i Venerdì sera ore 20,30 Santo Rosario ore 21 la Messa dei Malati
La domenica dalle ore 14,30 fino alle ore 19,30

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