22/03/2025
Catechesi N. 510A - Fratelli e sorelle oggi Gesù ordina di passare all'altra riva del lago. Aveva accolto e sanato tutti i malati che la gente gli aveva portato (Mt 8,16). Molta gente si unì attorno a Lui.
B - Molto spesso chi si trova nella sofferenza e non ha esperienza nella preghiera prolungata e chiede aiuto a Gesù, immagina di ricevere tutto in poco tempo, dimenticando tutti gli anni trascorsi lontani da Dio e nel peccato.
C - Il pasto preso insieme è il modo migliore per rasserenare gli Apostoli, farli ritornare ai ricordi gioiosi dei tre anni vissuti insieme, quando Gesù stava con loro ed essi si sentivano più che protetti. Il Signore è l’educatore per antonomasia e vuole condividere più momenti insieme ad essi attorno ad una tavola, o mangiando del pesce sulla riva.
Dal Lunedì al Sabato ore 9,30 Santa Messa
Tutti i Lunedì sera ore 21 Preghiere di Intercessione e Sollievo delle Sofferenze.
Tutti i Venerdì sera ore 20,30 Santa Messa di Liberazione.
Domenica 23 Marzo ore 15 Catechesi, Ore 16 Santa Messa di Liberazione
Ritiro Spirituale nell'Oasi Francescana a Laconi provincia di Oristano Venerdì 4, Sabato 5 e Domenica 6 Aprile
Settimana Mariana con Maria di Nazareth da Martedì 28 Aprile a Martedì 6 Maggio nel nostro sito ci sono gli orari delle funzioni
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+ VANGELO (Mt 8,18-22)
Seguimi.
A - Fratelli e sorelle oggi Gesù ordina di passare all'altra riva del lago. Aveva accolto e sanato tutti i malati che la gente gli aveva portato (Mt 8,16). Molta gente si unì attorno a Lui. Vedendo questa folla, Gesù decise di passare all'altra riva del lago. Nel Vangelo di Marco, da cui Matteo trasse gran parte delle sue informazioni, il contesto è diverso. Gesù aveva appena terminato il discorso delle parabole (Mc 4,3-34) e diceva: "Andiamo all'altro lato!" (Mc 4,35), e, una volta sulla barca da dove aveva fatto il discorso (Mc 4,1-2), i discepoli lo portarono all'altro lato. Gesù era talmente stanco che si mise a dormire su un cuscino (Mc 4,38).
Un dottore della Legge vuole seguire Gesù. Nel momento in cui Gesù decide di attraversare il lago, un dottore della legge si avvicina e dice: "Maestro, ti seguirò dovunque andrai". Un testo parallelo di Luca (Lc 9,57-62) tratta lo stesso tema, però in modo leggermente diverso. Secondo Luca, Gesù aveva deciso di andare a Gerusalemme dove sarebbe stato condannato e messo a morte. Nell'andare verso Gerusalemme, entrò nel territorio di Samaria (Lc 9,51-52), dove tre persone chiedono di seguirlo. Nel Vangelo di Matteo, che scrive per i giudei convertiti, la persona che vuole seguire Gesù è un dottore della legge. Matteo insiste sul fatto che un'autorità dei giudei riconosce il valore di Gesù e chiede di seguirlo, di essere suo discepolo. In Luca, che scrive per i pagani convertiti, le persone che vogliono seguire Gesù sono samaritani. Luca mette l'accento sull'apertura ecumenica di Gesù che accetta anche i non giudei per essere i discepoli.
La risposta di Gesù al dottore della Legge. La risposta di Gesù è identica sia in Matteo che in Luca, ed è una risposta molto esigente che non lascia dubbi: "Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo".
Chi vuole essere discepolo di Gesù deve sapere ciò che fa. Deve esaminare le esigenze e calcolare bene, prima di prendere una decisione (Lc 14,28-33). "Nello stesso modo, pertanto, se chiunque di voi non rinunzia a tutti i suoi avere, non può essere mio discepolo”.
• Matteo 8,21: Un discepolo chiede di poter seppellire suo padre. Subito, qualcuno che era già discepolo, gli chiede il permesso di poter seppellire suo padre deceduto: "Signore, permettimi prima di andare a seppellire mio padre". Con altre parole, chiede che Gesù ritardasse la traversata del lago a dopo la sepoltura del padre. Seppellire i genitori era un dovere sacro dei figli (cf Tb 4,3-4).
• Matteo 8,22: La risposta di Gesù è molto esigente. Gesù non ritarda il suo viaggio verso l'altro lato del lago e dice al discepolo: "Seguimi e lascia i morti seppellire i loro morti". Quando Elia chiamò Eliseo gli permise di salutare i suoi parenti (1Re 19,20). Gesù è molto più esigente. Per capire tutta la portata della risposta di Gesù è bene ricordare che l'espressione Lascia i morti seppellire i loro morti era un proverbio popolare usato dalla gente per indicare che non bisogna sprecare energie in cose che non hanno futuro e che non hanno nulla a che fare con la vita. Un proverbio così non deve essere preso letteralmente. Bisogna prendere in considerazione l'obiettivo per cui è stato usato. Così, nel nostro caso, per mezzo del proverbio Gesù mette l'accento sull'esigenza radicale della vita nuova a cui chiama e che esige di abbandonare tutto per seguire Lui.
Seguire Gesù. Come anche i rabbini dell'epoca Gesù riunisce i discepoli e le discepole. Tutti loro "seguono Gesù". Seguire era il termine che si usava per indicare il rapporto tra il discepolo ed il maestro. Per i primi cristiani, Seguire Gesù, significava tre cose molto importanti, legate tra di loro:
a) Imitare l'esempio del Maestro: Gesù era il modello da imitare e da ricreare nella vita del discepolo e della discepola (Gv 13,13-15). La convivenza quotidiana permetteva un confronto costante. Nella "scuola di Gesù" si insegnava solo una materia: il Regno, e questo Regno si riconosceva nella vita e nella pratica di Gesù.
b) Partecipare al destino del Maestro: Chi seguiva Gesù doveva impegnarsi come lui a stare con Lui nelle sue privazioni (Lc 22,28), comprese le persecuzioni (Mt 10,24-25) e la croce (Lc 14,27). Doveva essere disposto a morire con Lui (Gv 11,16).
c) Portare in noi la vita di Gesù: Dopo Pasqua, la Luce della Risurrezione, il discepolato assume una terza dimensione: "Vivo, ma non sono io, è Cristo che vive in me" (Gal 2,20). Si tratta della dimensione mistica del discepolato, frutto dell'azione dello Spirito. I cristiani cercavano di rifare nelle loro vite il cammino di Gesù che era morto in difesa della vita e risuscitò grazie al potere di Dio (Fil 3,10-11).
Insieme a Gesù e alla Madonna sarà possibile e noi crediamo nei Loro prossimi interventi che non manca molto per la purificazione del mondo, preghiamo tanto per poter modificare gli eventi. Gesù solo all’onesto dice: “Seguimi”.
4) Per un confronto personale
• Essere discepolo, discepola, di Gesù. Seguire Gesù. Come sto vivendo il discepolato di Gesù?
• Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo hanno il loro nido, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo. Come vivere oggi questa esigenza di Gesù?
Buona preghiera a tutti. Sia Lodato Gesù Cristo.
+ VANGELO (Mt 8,23-27)
Si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.
B - Molto spesso chi si trova nella sofferenza e non ha esperienza nella preghiera prolungata e chiede aiuto a Gesù, immagina di ricevere tutto in poco tempo, dimenticando tutti gli anni trascorsi lontani da Dio e nel peccato. Molti si stancano presto di pregare e si irritano facilmente perché non ottengono subito ciò che chiedono. Si creano un’immagine distorta di Gesù, oltre a non percepirlo come presente per la poca spiritualità, Lo considerano addirittura addormentato come ci viene descritto nel Vangelo di oggi. È comprensibile la reazione degli Apostoli che si agitano e si spaventano, ed è la stessa agitazione di tanti cristiani che non sanno pregare con un atteggiamento di pieno abbandono e fiducia nei confronti del Signore. C’è la necessità di imparare a pregare. È vero che si diventa esperti nel pregare solo pregando, ma sono indispensabili delle regole per riuscire meglio e rendere la preghiera più efficace. Bisogna rimuovere tutti gli impedimenti che bloccano l’azione dello Spirito Santo, e questa operazione non si improvvisa, occorre un Padre spirituale esperto nelle cose di Dio, assolutamente fedele al Vangelo Storico. Per imparare a pregare occorre partecipare ad una scuola di preghiera, una definizione utilizzata già anticamente per indicare che si partecipa per apprendere, istruirsi, capire cosa occorre fare per raggiungere un determinato obiettivo. Per scuola di preghiera si intende un incontro di preghiera dove ovviamente si prega e dove vengono spiegate le regole con le Catechesi per pregare bene. Vi ho parlato nelle ultime settimane degli incontri di preghiera che speriamo di dover cominciare presto quando troveremo una sala per le conferenze; ho precisato che si terra una scuola di preghiera, nel senso che viene spiegato come pregare, si danno delle regole precise per pregare bene. Il termine scuola di preghiera potrebbe far pensare a qualcosa di impegnativo, invece è solo l’ascolto delle Catechesi dove si insegnerà il modo migliore per pregare. È la spiegazione del perché dobbiamo pregare, quali sono le ragioni per pregare ogni giorno, perché dobbiamo pregare Dio. Ci sono tante domande sulla preghiera che si spiegano solo con la partecipazione ad incontri che mirano ad istruire come amare e pregare Gesù. Altrimenti si rimane distanti da Dio, senza percepire la Sua presenza, senza avere la capacità di pregare nelle difficoltà e nelle sofferenze. Chi prega bene non teme di perdere Gesù, è consapevole che è sempre vicino, soprattutto nei momenti più difficili. Gesù non dorme mai. La conoscenza di Gesù inizia con lo studio del Vangelo, delle Sue opere, dei miracoli, ed è questo che facciamo per ora qui in Associazione ogni giorno con la Catechesi: conoscere Gesù per amarLo come vuole Lui insieme alla Madonna e consacrarsi incondizionatamente al suo Cuore Immacolato. Buona preghiera a tutti. Sia Lodato Gesù Cristo.
+ VANGELO (Gv 21,15-19)
Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecore.
C - Il pasto preso insieme è il modo migliore per rasserenare gli Apostoli, farli ritornare ai ricordi gioiosi dei tre anni vissuti insieme, quando Gesù stava con loro ed essi si sentivano più che protetti. Il Signore è l’educatore per antonomasia e vuole condividere più momenti insieme ad essi attorno ad una tavola, o mangiando del pesce sulla riva.
Deve guarirli da un trauma fin troppo violento e potrebbe farlo con una semplice Grazia, invece vuole condurli attraverso un processo interiore per guarire una ferita molto profonda. Senza la condivisione dei pasti avvenuti dopo la sua Risurrezione, gli Apostoli conserverebbero sempre i ricordi tragici dell’abbandono del Signore e Pietro quello del rinnegamento.
Serve a questo la condivisione di più pasti insieme, il Maestro si mostra come i tempi di grande felicità che vivevano gli Apostoli.
Questa è la spiegazione della richiesta di Gesù di sedersi a tavola con loro e di condividere il pasto, non aveva assolutamente necessità di alimentarsi, né il fatto di restare a tavola, ma serviva per discutere meglio. Gli insegnamenti Gesù li aveva dati all’aperto, in tutti i luoghi e la condivisione del pasto era solo il modo per creare maggiore compartecipazione alla sua missione.
Approfondendo il Vangelo di oggi, vediamo che dopo il pasto, tutti sono più sereni e consapevoli che Gesù li ha pienamente perdonati per il rinnegamento e per l’abbandono. Dopo questa quiete che sana il dramma vissuto degli Apostoli, l’affiatamento ritrovato e la scomparsa del timore, Gesù si rivolge a Pietro sempre con fare amorevole.
Nelle tre domande espresse con parole simili, Gesù vuole suscitare risposte riparatrici al triplice rinnegamento di Pietro. Non sono domande identiche e le diversità che si trovano sono rilevanti, fanno comprendere come nelle tre richieste, Gesù vuole sentire da Pietro tre risposte autentiche e un solo amore totale.
“Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?”.
“Simone, figlio di Giovanni, mi ami?”.
“Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?”.
Gesù chiede a Pietro qual è la misura del suo amore verso Lui, e la prima domanda già suscita stupore in tutti. Il Signore conosce perfettamente il cuore di Pietro e lo invita a rispondere se per lui il Maestro rimane sempre al centro di tutto.
Nella prima risposta Pietro pur rimanendo stupito, risponde in modo umile e prontamente, non immagina certo le altre due domande. È una domanda che lo sorprende e che deve far riflettere anche noi, ogni giorno dobbiamo chiederci se amiamo Gesù più di tutti, anche degli stessi familiari.
Amare Gesù è abbastanza diverso dall’amore che si dona alle persone care, verso il Signore è comunque richiesto un impegno in più perché non si vede e solo la Fede può accertare la sua presenza in mezzo a noi. Qui viene valutato il grado di Fede che abbiamo e forse non conosciamo adeguatamente.
Valutiamo la nostra Fede dal sentimento presente nel cuore, dai pensieri se seguono la Parola di Dio oppure adorano le cose inutili.
Questo è il tempo per sradicare dal cuore quelle inclinazioni negative e fissare nella mente la Persona straordinaria di Gesù. Solo Lui può donarci la vera pace, la felicità in questo mondo impazzito, la guarigione dalle malattie, la liberazione da ogni presenza diabolica.
Oggi come Primo Venerdì del mese siamo chiamati ad osservare la richiesta fatta da Gesù a Santa Margherita Alacoque per la salvezza dell’anima e per ricevere già in questa vita Grazie particolari. Il grande nemico della Chiesa e follemente intenzionato ad uccidere Papa Pio XII, Bruno Cornacchiola, si convertì perché una sola volta insieme alla moglie aveva in gioventù compiuto per nove mesi di seguito questa straordinaria pratica.
«“Sono Colei che sono nella Trinità divina. Sono la Vergine della Rivelazione. Tu mi perseguiti, ora basta! Rientra nell'Ovile Santo, Corte Celeste in terra. Il giuramento di Dio è e rimane immutabile: i nove venerdì del Sacro Cuore che tu facesti, amorevolmente spinto dalla tua fedele sposa, prima di entrare nella via della menzogna, ti hanno salvato!
Bruno è pervaso da un'intensissima felicità, mentre la grotta -abitualmente molto maleodorante- si riempie di un dolcissimo profumo».
Questa apparizione a Roma del 12 aprile 1947 ha anche annunciato il periodo terribile che avrebbe vissuto la Chiesa. Leggiamo ancora:
«Poi la Madonna muove il braccio sinistro e punta l'indice verso il basso, indicando qualcosa ai suoi piedi. Bruno segue con l'occhio il gesto e vede per terra un drappo nero, una veste talare da Prete e sopra di essa una Croce spezzata in più punti. “Questo è il segno che la Chiesa soffrirà, sarà perseguitata, spezzata; questo è il segno che i miei figli si spoglieranno... Tu, sii forte nella Fede!...”.
La celeste visione non nasconde al veggente che lo attendono giorni di persecuzione e di prove dolorose, ma che Lei lo avrebbe difeso con la sua materna protezione. Poi Bruno viene invitato a pregare molto e a far pregare: “Si preghi assai e si reciti il Rosario quotidiano per la conversione dei peccatori, degli increduli e per l'unità dei cristiani...”. E gli rivela il valore delle Ave Maria ripetute nel Rosario: “Le Ave Maria del Rosario che voi dite con Fede e con amore sono tante frecce d'oro che raggiungono il Cuore di Gesù...”».
Questa parentesi non fa uscire dal tema dell’amore totale che dobbiamo a Gesù, è la Vergine Santa a venire nel mondo per far conoscere Gesù anche ai credenti e riportare l’umanità a Suo Figlio. Quello che dice Gesù a Pietro nella prima domanda, “Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?”, deve scuotere le coscienze per capire dove abbiamo messo Dio.
Se è fuori dalla vita che si conduce oppure ai margini, non si deve pretendere nulla da Lui, nulla di miracoloso.
Nelle altre due domande il Signore non ripete la stessa domanda, perché tra il “mi ami?” e “mi vuoi bene?”, c’è distinzione.
Non è più un voler bene solo perché si conosce la bontà, la pazienza e la fedeltà altrui, è amare in senso pieno. Quando si ama si compie un vero atto di Fede, nonostante le buone indicazioni recepite. È sempre un abbandonarsi.
Questo chiede Gesù a Pietro: abbandonarsi completamente a Lui e a cercare in Lui tutto quello che gli manca per essere nella vera gioia. Buona preghiera a tutti. Sia Lodato Gesù Cristo.