Aachequa

17/09/2022

Catechesi N. 434

A - In questo brano del Vangelo vediamo che i discepoli non riuscivano a comprendere le parole di Gesù per la loro lontananza dal suo Cuore, per l’attaccamento a se stessi.
B - Ci sono giornate molto pesanti e non c'è neanche il tempo di cominciare a scrivere la Catechesi. Ma non si può rinunciare alla meditazione della Parola di Dio, anche se viene letta nei giorni successivi.
C - Tutti noi cristiani siamo chiamati a diventare Luce che illumina le tenebre di questo mondo, una Luce diversa e non invadente.
Chi segue Gesù è colui che accende una lampada, comprende la necessità di vivere secondo la ragione illuminata dalla Fede.
 
Dal Lunedì al Sabato ore 9,30 Santa Messa 
Lunedì sera ore 20,30 Preghiere di Liberazione
Tutti i Venerdì sera ore 20,30 Messa di Guarigione e Liberazione 
Domenica 18 Settembre ore 16 Santa Messa di Guarigione.
Sabato 8 Ottobre Pellegrinaggio alla Piccola Lourdes a Forno di Coazze (To)
Pellegrinaggio a Cascia dal 28 al 30 Ottobre si parte il 27 sera
 
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Aredeire
 
+ VANGELO (Mc 9,30-37) 
Il Figlio dell’uomo viene consegnato… Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti. 
 
A - In questo brano del Vangelo vediamo che i discepoli non riuscivano a comprendere le parole di Gesù per la loro lontananza dal suo Cuore, per l’attaccamento a se stessi. Risultavano difficili da comprendere le profezie del Signore, risultano difficili anche oggi i suoi insegnamenti che troviamo nel Vangelo per la mancanza di alcune caratteristiche richieste da Lui.
Gesù prende ad esempio un bambino, indica in quel bambino la principale caratteristica del vero seguace: la piccolezza intesa come semplicità. E la semplicità rimane indispensabile per entrare nel Cuore di Gesù. La semplicità indica la purezza, la genuinità, la coerenza di vita, la lealtà, la sincerità e la spontaneità.
Il motivo della mancata comprensione del Vangelo e il non sentire la presenza di Dio nella propria vita è la pienezza di sé.
L’orgoglio e la sicurezza che può arrivare dal potere che si esercita anche nel lavoro o quella sicurezza economica che rende i benestanti sicuri su ogni aspetto della loro vita, sono il freno della vita spirituale. Anche se si frequenta la Messa in queste condizioni non serve a nulla, non avviene mai l’incontro con Gesù e si rimane distanti con il cuore.
Il cuore pieno di interessi opposti al Vangelo, come potrà adorare il Signore? 
Ma non si nasce perfetti, quindi è possibile a tutti rinascere spiritualmente di nuovo, iniziare una vera vita che si nutre della Grazia di Dio. Con un lavoro giornaliero personale si può liberare il cuore da tantissime cose futili, irrilevanti e iniziare una vita gioiosa e serena. 
Tutto sembra importante quando il cuore è lontano da Gesù e questo indica la schiavitù verso le cose materiali, solo la vicinanza al Signore illumina l’intelletto e rende forti, si comprende con grande facilità ciò che giova da ciò che non giova. Lo Spirito Santo porta i suoi doni e il credente scopre veramente Gesù, perché dai suoi occhi sono cadute le coltre di tenebre che non permettevano di vedere correttamente la realtà.
Nel Vangelo di oggi rilevo tre tematiche che traccio brevemente. La prima è il ribadire di Gesù della sua Passione e Morte. Domenica scorsa avevamo già letto la profezia riguardo la sua uccisione. Anche oggi Gesù ripete ai discepoli l’annuncio e li lascia confusi.
«E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’Uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente». 
Come leggiamo, la sofferenza e il rifiuto sono stati presenti nella vita del Signore, chi di noi può pretendere una vita perfetta?
La seconda tematica l’ho spiegata all’inizio ed è la mancata comprensione delle parole di Gesù. I discepoli non capivano, alcuni forse avevano timore di capire bene il significato, ma non avevano la forza di abbandonare i convincimenti acquisiti, quindi le loro certezze. 
Quando non si comprende la Parola di Gesù si rimane bloccati alle proprie parole, ai pensieri che arrivano alla mente e si considerano infallibili.
Come potrà una persona lontana dalla Verità incarnata, cioè Gesù, comprendere la verità oggettiva della realtà se ne è lontanissima?
Da qui scaturiscono errori su errori, valutazioni sempre opposti alla verità, giudizi avventati, bugie e vanità. 
Noi siamo fortunati perché conosciamo il Vangelo e vogliamo viverlo, sappiamo che è impegnativo, ma non ci abbattiamo, la speranza ci spinge e l’aiuto della Madonna ci avvicina sempre più a Gesù. Siamo fortunati per avere la Fede nel Dio vero e non ce ne rendiamo conto, non riflettiamo su questo né sulla disgrazia di quanti non hanno la Fede.
La vanità è una gran brutta cosa, porta con sé arroganza, orgoglio, amor proprio, vanagloria, ostentazione, superficialità e inconsistenza.
La riflessione sulla vanità produce molti frutti buoni e si comincia a comprendere Gesù e il significato della vita. Perché molti sono aperti a qualsiasi sapere mentre si tirano indietro quando occorre riflettere su alcuni insegnamenti impegnativi di Gesù.
La terza tematica ci arriva da questa domanda di Gesù: “Di che cosa stavate discutendo per la strada?”. La domanda simile la pose anche ai discepoli di Emmaus mentre ritornavano tristi a casa, immersi nelle loro convinzioni sbagliate. 
Questa domenica Gesù ci chiede di che cosa parliamo noi durante la giornata.
Ci sorprende questa riflessione, però è importante verificare quali argomenti trattiamo nella giornata. Si parla molto, c’è chi parla saggiamente e chi avventatamente, chi parla per scaricare le tensioni e chi per curiosità. Quasi mai gli argomenti trattano di Gesù, del Paradiso, dell’aldilà, della gioia che si acquisisce seguendo il Vangelo. Questi argomenti sono poco presenti o completamente assenti.
La mancanza di argomenti evangelici blocca la persona nella vita spirituale e si preoccupa di coltivare con maggiore impegno i propri argomenti che sono molto umani. Si deve parlare di tutto ciò che riguarda la vita, la famiglia, il lavoro e altro, ma bisogna valutare anche come se ne parla. 
La giornata comprende tanti aspetti della vita e bisogna seguirli, quindi si deve parlare di molte cose, diciamo umane, e non se ne può fare a meno. L’assenza di una spiritualità formata però conduce il credente a parlare solo delle cose del mondo, si preoccupa solo di occupare posti di prestigio e di essere migliore degli altri.
Non è male cercare di migliorare la propria condizione sociale, anche di occupare posti importanti, ma con quale spirito?
Se ci consideriamo discepoli sinceri di Gesù, chiediamoci di che cosa parliamo durante la giornata! La via è lunga e si può parlare molto, quindi è il momento di chiederci che cosa occupa i nostri pensieri, quali opinioni o convincimenti abbiamo e se corrispondono alla Parola di Dio.
La Vergine Santissima ci aiuti a conoscerci meglio e a creare sempre dialoghi costruttivi in famiglia, tra gli amici e con tutti. Buona preghiera a tutti.
 
Arechebel
 
+VANGELO   (Lc 8,16-18)
La lampada si pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.
 
B - Ci sono giornate molto pesanti e non c'è neanche il tempo di cominciare a scrivere la Catechesi. Ma non si può rinunciare alla meditazione della Parola di Dio, anche se viene letta nei giorni successivi. Mi commuovo quando leggo moltissimi messaggi che manifestano l'attesa ansiosa di leggere quanto prima la Catechesi che mettiamo nel nostro sito tutte le settimane.
Anche molti Sacerdoti le leggono, anche per moltissime persone viene accolta con grande gioia a qualsiasi ora e giorno. La Parola di Dio è eterna ed sempre attuale.
Il tempo della mia giornata trascorre prevalentemente nella preghiera verso tutti i fedeli che ricevo e comprende anche vari momenti tra cui la Santa Messa, la Catechesi, la Cordata Spirituale ecc… l'ho già scritto e lo ribadisco per invitarvi a mettere al centro della giornata la preghiera, poi tutto il resto deve essere compiuto con l'aiuto di Gesù e la protezione della Madonna. Tutto viene offerto a Loro due.
Nella giornata tutto può mancare tranne che la preghiera, e deve essere prolungata soprattutto per i Sacerdoti. Almeno un’ora al giorno si deve dedicare all'Adorazione di Dio, al ringraziamento per quanto ci dona e si ama particolarmente perché Lui è buono. Tutti i cristiani sanno che Dio è Santissimo, e pochi Lo avvertono come buono. E Lo pregano quasi con timore, come se Lui dovesse rimproverarli.
La preghiera è come l'ossigeno per la vita fisica di una persona.
Ho letto che un essere umano consuma mediamente 550 litri (mezzo metro cubo) di ossigeno al giorno. L’aria inalata è composta per circa il 20% di ossigeno, mentre quella esalata ne contiene solo il 15%; quindi circa un quarto dell’ossigeno viene consumato a ogni respiro: viene infatti portato, attraverso il sangue arterioso, dai polmoni alle cellule del corpo, che in cambio cedono al sangue venoso anidride carbonica.
Togliendo l'ossigeno al corpo avviene una grande disgrazia, togliendo la preghiera all'anima si entra in uno stato agonizzante e non sono più attive le virtù, i valori morali non si riescono a vivere, la mente è sconvolta da tantissime distrazioni pericolose, il linguaggio è indecoroso, la Grazia è perduta e si rimane sottoposti ad ogni tipo di tentazione.  Tutto può accadere di grave! 
È determinante studiare la Parola di Dio. Io sono innamorato della Vergine Maria e   del Vangelo Storico, di ogni Parola come la Tradizione ce lo ha trasmesso. Tutto è meraviglioso nel Vangelo, anche se qualche espressione ci può colpire di più in un certo periodo mentre in altri tempi non suscita più quella consolazione o maggiore determinazione nel compiere qualche opera.
Oggi leggo questa frase che senz'altro piace a quelle persone che sono rimaste vittime di persecuzioni o di false accuse: "Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato". Parole che dispiacciono a quanti non hanno la coscienza serena, sono invece di grandissimo conforto e motivo di gioia a coloro che desiderano la giustizia e chiedono nella preghiera che quanto è nascosto sia svelato e la verità conosciuta dalle persone coinvolte.
Moltissime persone per varie ragioni sperano e pregano perché ottengano giustizia al più presto. Anche per questioni familiari o nell'ambiente lavorativo attendono nella sofferenza e chiedono la realizzazione della frase sopracitata, che si completa in questo modo:
"Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato. Nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce". Buona preghiera a tutti.
 
Arebi
 
+ VANGELO (Mt 9,9-13) 
Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori. 
 
C - Tutti noi cristiani siamo chiamati a diventare Luce che illumina le tenebre di questo mondo, una Luce diversa e non invadente.
Chi segue Gesù è colui che accende una lampada, comprende la necessità di vivere secondo la ragione illuminata dalla Fede. Non vuole più vivere secondo i dettami di una società senza Dio e desidera la sua trasformazione interiore ed esteriore.
Questo fece San Matteo, un pubblicano disprezzato da tutti perché esattore delle tasse, quindi egli arrecava molta sofferenza ai cittadini. Era benestante per la parte di denaro che gli spettava oltre a quello che consegnava ai romani. Ma viveva nelle tenebre ed era insoddisfatto.
Quanti oggi vivono insoddisfatti e non cercano la vera soluzione in Gesù?
Non tutti quelli che vivono nelle tenebre comprendono che la causa dell’insoddisfazione è la lontananza da Gesù, è il vuoto interiore, è il pianto dell’anima che si ritrova priva del suo Creatore. I peccatori rimangono in questo stato di desolazione perché non comprendono che quel vuoto interiore si può riempire.
Questo lo comprese San Matteo, ma non fu semplice la sua conversione come nessuna conversione avviene senza un travaglio interiore. C’è sempre un percorso da compiere, un distacco da tante cose mondane che diventano un peso quando si incontra Gesù e si assapora la sua pace.
Capire il senso della vita è la molla che conduce il credente a vivere per santificarsi, a cercare in ogni occasione la pratica del Vangelo.
San Matteo da tenebra divenne Luce dopo l’incontro con Gesù, e qui bisogna valutare la qualità di questa nuova comunione. Non sono le preghiere vocali a stabilire una vera comunione con Gesù, è l’amore sincero e costante verso la sua Persona a dare credibilità. 
Le preghiere vocali acquistano grande importanza se esiste l’Amore autentico per Gesù.
Anche San Matteo ha dovuto iniziare a pregare e le sue preghiere hanno acquisito una forza superiore man mano che conosceva ed amava Gesù. Anche San Matteo ha percorso il cammino della purificazione interiore, con coraggio e grande prova di Fede. Ha abbandonato tutti i suoi beni, iniziando con l’abbandono del banco e il denaro per andare dietro a Gesù.
Gesti coraggiosi che si possono compiere quando una forza superiore a quella umana è presente in una persona e la guida verso il cammino della santità, la dirige invisibilmente verso la vera realizzazione della vita, che è soprattutto la conoscenza del Signore e la pratica dei suoi insegnamenti. Chi conosce Gesù e Lo ama, scopre una nuova vita.
Come San Matteo anche noi possiamo lasciare il banco delle cose frivole, degli interessi materiali che schiacciano e rendono nervosi, fanno perdere la gioia della vita e la speranza del futuro. 
Impegniamoci nel lasciare adesso tutto ciò che è veramente superfluo, tanto si dovrà lasciare tutto lo stesso, nell’aldilà non si porta nulla di materiale, ma solo quello che è spirituale, San Paolo diceva: di tutte più grande è la Carità (Amore)! Buona preghiera a tutti.
 
Arcostella
Madonna Orione
Madonna di Lourdes San Luigi Orione

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