Aadorage

09/10/2021

Catechesi N. 386

A - Assisteteci, Angeli che ci custodite, Angeli delle nostre famiglie, Angeli dei nostri bambini, Angelo della nostra città, Angelo del nostro Paese, Angeli della Chiesa, Angeli dell’Universo. 
B - Siamo al capitolo II della Genesi, che viene poi ripresa e sistemata, rimessa in ordine da Gesù, cancellando quanto aveva prescritto e permesso Mosè.
Lo cancella, perché era una permissione in funzione della durezza del cuore e Gesù rimette tutto al suo posto, dicendo che, dopo il matrimonio.
C - Seguire il Vangelo non è facile, l'uomo non riesce da solo a praticare le virtù spirituali che superano la condizione umana. L'uomo deve agire in modo virtuoso in tutte le circostanze, ma questo risulta difficile quando l'agitazione sconvolge la persona.
 
Dal Lunedì al Sabato ore 9,30 Santa Messa 
Lunedì sera ore 20,30 Preghiere di Liberazione
Tutti i Venerdì sera ore 20,30 Messa di Guarigione e Liberazione
Sabato 9 Ottobre ore 20,45 Santo Rosario dell'Apocalisse
Sabato 16 Ottobre ore 20,45 Santo Rosario di Liberazione 
Domenica 17 Ottobre ore 16 Santa Messa di Guarigione
 
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Aallunga 
 
Preghiere all’Angelo Custode
 
A - Assisteteci, Angeli che ci custodite, Angeli delle nostre famiglie, Angeli dei nostri bambini, Angelo della nostra città, Angelo del nostro Paese, Angeli della Chiesa, Angeli dell’Universo. Amen.
Angelo benignissimo, mio custode, tutore e maestro, mia guida e difesa, mio sapientissimo consigliere e amico fedelissimo, a Te io sono stato raccomandato, per la bontà del Signore, dal primo giorno fino all’ultima ora della mia vita. Quanta riverenza ti debbo, sapendo che mi sei dovunque e sempre vicino!
Con quanta riconoscenza Ti devo ringraziare per l’amore che nutri per me, quale e quanta confidenza per saperti il mio assistente e difensore!
Insegnami, Angelo Santo, correggimi, proteggimi, custodiscimi e guidami per il diritto e sicuro cammino alla Santa Città di Dio. Non permettere che io faccia cose che offendano la tua santità e la tua purezza.
Presenta i miei desideri al Signore, offrigli le mie orazioni, mostragli le mie miserie e impetrami il rimedio di esse dalla sua infinita bontà e dalla materna intercessione di Maria Santissima, tua Regina.
Vigila quando dormo, sostienimi quando sono stanco, sorreggimi quando sto per cadere, alzami quando sono caduto, indicami la via quando sono smarrito, rincuorami quando mi perdo d’animo, illuminami quando non vedo, difendimi quando sono combattuto e specialmente nell’ultimo giorno della mia vita, siimi scudo contro il demonio.
In grazia della tua difesa e della tua guida, ottienimi infine di entrare nella tua gloriosa dimora, dove per tutta l’eternità io possa esprimerti la mia gratitudine e glorificare assieme a Te il Signore e la Vergine Maria, tua e mia Regina. Amen. Buona preghiera a tutti.
 
Aaingi
  
+ VANGELO (Mc 10,2-16)
L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto.
 
B - Siamo al capitolo II della Genesi, che viene poi ripresa e sistemata, rimessa in ordine da Gesù, cancellando quanto aveva prescritto e permesso Mosè.
Lo cancella, perché era una permissione in funzione della durezza del cuore e Gesù rimette tutto al suo posto, dicendo che, dopo il matrimonio, eccetto il caso di concubinato, che vuol dire di fidanzamento, non è possibile ripudiare la propria moglie, perché il vincolo del matrimonio è indissolubile e nessuno può toglierlo, nessuno.
Infatti, è sbagliato dire “l’annullamento del matrimonio”, è una espressione sbagliata, perché il matrimonio non si annulla, la Chiesa non annulla nulla. Si dice: “dichiarazione di nullità”, che è un’altra cosa. Vuol dire che si verifica che il matrimonio non c’è mai stato. Anche se è stato celebrato in chiesa, ci sono degli impedimenti che possono far sì che il matrimonio fosse invalido, ma non si annulla il matrimonio, l’annullamento non esiste, è una espressione errata.
Detto questo, Gesù con chiarezza ci dice che, se io che sono sposato lascio mia moglie e vado con un’altra persona, io commetto adulterio, che è un peccato mortale contro il VI Comandamento.
Come tutti i peccati mortali, mi esclude dall’Eucarestia; come quando bestemmio, come quando faccio qualsiasi altro genere di peccato grave o mortale, io sono escluso dall’Eucarestia.
Cerchiamo di capire, in modo corretto, che cos’è il matrimonio e cerchiamo di capire, ancora più in radice, che cos’è l’amore, perché il matrimonio si fonda sull’amore.
Forse non abbiamo ben chiaro che cosa vuole dire amare in modo cristiano, visto che il matrimonio viene sancito, viene costituito, viene stretto (metteteci tutte le belle parole che volete) davanti a Dio e Dio è amore.
Siccome parola Amore oggi è veramente distrutta, perché si usa amore per tutto, si usa amore anche quando amore non è, allora bisogna capire che cos’è l’Amore vero. Innanzitutto, diciamo che, quando parliamo di queste cose, dobbiamo essere chiari, perché oggi ciò che manca è la chiarezza, non si capisce più niente.
Si usano espressioni talmente ambigue, talmente che dicono tutto e niente, talmente relative, talmente interpretabili, che uno non capisce niente, ascolta e non capisce niente; non capisce nemmeno cosa vuol dire, se vuol dire che è bianco, o se vuol dire che è nero. Oggi è tutto sfumato, è facile parlare così, è facile non prendere mai una posizione, non chiamare mai le cose con il loro nome. Perché è facile? Perché vuol dire non esporsi in prima persona.
Noi dobbiamo esporci in prima persona! Chi ci ascolta deve capire chiaramente che cosa pensiamo e deve capire chiaramente da che parte stiamo, non ha importanza quello che succede dopo!
Ci perseguitano, ci odiano, ci esiliano, ci mettono da parte, non gli siamo simpatici, pazienza, questo non è un problema! Cosa interessa a noi del consenso degli uomini?
Ma che pensino quel che han voglia! Cosa interessa a noi della simpatia delle persone?
Non ci interessa, a noi interessa la simpatia di Dio! Ci interessa l’amicizia di Dio, ci interessa il buon giudizio di Dio, non degli uomini!
A noi interessa che, quando moriremo, Gesù ci accolga a braccia aperte con un sorriso, non che Gesù, vedendoci, nasconda gli occhi inorridito dallo stato della nostra anima e della nostra vita passata. Questo ci interessa, a noi interessa il giudizio di Dio!
Quindi dobbiamo imparare ad essere chiari, perché il politicamente corretto, che oggi va di moda in modo assoluto, il non dire mai nulla che possa in qualche modo toccare, scalfire, turbare qualcuno, non è il linguaggio di Gesù.
Gesù nel Vangelo non usa il politicamente corretto, se no non sarebbe morto dopo tre anni che ha incominciato a parlare. Ci avete mai pensato? Ha vissuto trent’anni nel segreto e ha vissuto bene, quando ha incominciato ad aprire la bocca, Gesù è durato tre anni. Anzi, al capitolo III del Vangelo di Marco, già decidono gli Erodiani insieme ai Farisei di ammazzarlo; siamo al capitolo III, siamo all’inizio del Vangelo.
Appena ha iniziato a fare due e tre miracoli, avevano già deciso di ucciderlo ed è in riferimento all’uomo della mano inaridita, quando Lui lo guarisce in giorno di sabato e lo mette nel mezzo; Lui esce, loro escono e decidono di ucciderLo.
Perché? Perché Gesù parlava chiaro, non aveva paura di nessuno!
Quando doveva dire a qualcuno che era un ipocrita, gli diceva che era un ipocrita, non gli interessava che era un fariseo, non gli interessava che era un dottore del tempio. Se doveva dire che erano sepolcri imbiancati e che erano pieni di putridume dentro di loro, Lui glielo diceva, con tanta serenità.
Se doveva prendere la frusta e prendere a frustate quelli che stavano nel tempio, perché vendevano le colombe e avevano fatto della Casa del Padre Suo un mercato, Lui prendeva la frusta e rovesciava tutti i banchi di questa gente.
C’è bisogno in questa Chiesa di oggi di Cristiani, che siano veri testimoni di Gesù Cristo, che ardano di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, e, se è il Dio degli eserciti, c’è bisogno di soldati, soldati che combattano, non persone di carne, ma che combattano il diavolo, che combattano le eresie, il modernismo, che combattano le follie della mente, che combattano le suggestioni del demonio. L’Amore è sacrificio! Ho detto che bisogna essere chiari e devo essere chiaro: l’amore è sacrificio, l’amore non è sentimento! Il sentimento non è l’amore!
Il sentimento è una espressione, una delle tante espressioni dell’amore, ma non è l’amore! Io non amo tanto quanto sento di amare, questo non è amore!
Oggi invece abbiamo confuso il sentimento con l’amore, perché l’amore si nutre di sacrificio, l’amore si sposa con dolore, l’amore si fonda sul dolore.
Se io voglio amare, io devo essere disposto a soffrire per l’altro: questo è il vero matrimonio!
È il connubio per la santità, non per andare all’inferno insieme, non per dannarci insieme, non per fare il male insieme, ma per elevarci alla santità e per questo devo soffrire, come tutti i Cristiani del mondo.
È sbagliato pensare che amare voglia dire sentire, amare vuol dire soffrire e se io sposo il sacrificio, allora vuol dire che devo essere disposto a crescere.
Quando mi sposo, quando divento prete, quando divento suora, quando rispondo ad una vocazione, non rispondo per poi rimanere lì seduto sul divano e andare avanti per inerzia, io rispondo per crescere nella santità, invece sembra che quando noi abbiamo fatto una scelta basta, poi dopo entra la quotidianità, il tran-tran. Si perde questo spirito di miglioramento, di essere per il meglio, di volere il meglio, di rinnovarmi e di crescere.
Il prete ti dirà: «Ho tante cose da fare… non ho più il tempo di pregare… non ho più tempo per confessare … adesso devo correre di qui… adesso devo correre di là…»
Lo sposo, o la sposa, ti dirà: «Adesso ho i figli.., ho il lavoro… ho la casa… ho i mestieri da fare … devo stirare… devo cucinare… devo brigare…»
Ma se non eri all’altezza della tua vocazione avresti dovuto dire di no al matrimonio, nessuno ti ha costretto a sposarti, nessuno ti ha costretto a fare il prete, o a fare la suora, no? Ti ha costretto qualcuno? Se ti ha costretto qualcuno il matrimonio è invalido, quindi torna a casa tua! Se non ti ha costretto nessuno e tu lo hai fatto spontaneamente, se tu non eri all’altezza di corrispondere alle esigenze della tua vocazione, dovevi dire: «Signore, mi dispiace, io non posso!»
O ti sei sposato perché avevi paura di rimanere solo?
O ti sei sposato perché tu volevi avere uno status sociale davanti agli altri?
O ti sei sposato per seguire i tuoi sentimenti?
Ci sono delle esigenze nella vocazione e tu le devi soddisfare senza fare versi!
Cosa stai lì ogni volta a fare le lagne, le frigne: «Io qui… io là… sono stanco… non ce la faccio… non so come fare…»
Oh santa pazienza, l’hai scelto? Adesso lo fai! Hai voluto la bicicletta? Adesso pedali, basta! Basta continuare a scaricare sugli altri le tue responsabilità! Basta continuare a fare la parte della vittima, di quello che non ce la fa a portare avanti la sua vocazione!
Se tu hai scelto, hai risposto ad una vocazione, Dio ti dà tutti gli strumenti per eseguirla bene, per viverla bene, per diventare santo!
Quindi il dire: «Non prego, perché ho tante cose da fare», è una menzogna, è un’ipocrisia, è un inganno, è solamente segno di pigrizia!
«Non mi vado a confessare, perché non ho mai tempo». No, è perché tu non hai voglia, è perché tu non ci credi, che non ti vai a confessare, perché non sentì il peccato come una cosa grave contro Dio, ecco perché ti confessi raramente, mica perché hai tante cose da fare!
Quando è morto San Carlo Borromeo, quattro vescovi non facevano in un giorno quello che faceva lui. San Carlo Borromeo si confessava una volta al giorno, allora come è possibile? Non dormiva mai, mangiava cinque lupini al giorno, come faceva San Carlo Borromeo? Faceva perché voleva, ecco perché faceva!
Noi invece siamo pieni di menzogne e poi diciamo: «Ah ma c’è la Misericordia di Dio…», sì, ma c’è anche la Sua Giustizia!
Certo, c’è la Misericordia di Dio, ma Dio non è stupido, Dio non confonde il giorno per la notte!
«Dio mi ama!», certo, ma “amor con amor si paga”, diceva Dante.
Io come faccio a sapere che una persona veramente mi ama?
L’amore è una cosa elevatissima, è il vertice della perfezione cristiana!
Quindi, come faccio a sapere se io amo veramente?
Se mi batte il cuore? Se mi fanno i regali? Se mi fanno i piaceri? Se mi dicono: «Oh, come sei bello!», «Oh come sei bravo!», «Oh, come ti penso!», «Oh come mi manchi!», «Oh, come ti desidero!», «Oh come mi scaldi il cuore, tu sei il mio tutto, tu sei il mio sole!», «Tu sei la mia vita, tu sei la mia meraviglia, io ti amerò per sempre!», è da questo che capisco che una persona mi ama?
Ma va là!
Ma sapete che gli uomini, da adesso a cinque minuti, cambiamo la testa?
Noi siamo volubili, noi siamo incostanti, noi oggi siamo sul melo e stasera siamo sul però, noi diciamo oggi: «Ti amo, tu sei la mia vita, io ti sposerò per tutta la mia vita» e dopodomani abbiamo cinque amanti!
Come possiamo basarci sulla parola di un uomo, che è volubile, che è incostante, che è fragile, che è debole?
Come faccio a sapere se io amo?
Io amo, se per primo amo Dio.
Io posso sapere che una persona mi potrà profondamente amare se, prima di amare me, sopra di me, oltretutto e me, ama Dio; se è pronta a perdere me, pur di non perdere Dio, se è pronta a dispiacere a me, pur di non dispiacere a Dio, se è pronta a rinnegare me, pur di non rinnegare Dio, allora mi può amare.
Allora so che, se quella persona mi dice: «Io ti amo», quella persona veramente mi può amare, non c’è altra via.
Come faccio a sapere che mio marito, o mia moglie, mi ama veramente?
Solo se ha a cuore la mia anima, basta; se ha a cuore la mia anima che è eterna.
Io so che mi ama, se ha a cuore la mia anima, se ci tiene che io mi confessi regolarmente, se ci tiene che io preghi con costanza, magari insieme con lui o con lei, se ci tiene che io conduca una vita santa e che la nostra famiglia sia santa e che ci vivano dentro Gesù Cristo e la Madonna.
Da questo capisco che mi ama, perché ha a cuore la mia eternità, non perché mi costringe a vivere secondo le bassezze del mondo!
Non se dice: «Ma sì, va bene, se non andiamo a Messa la domenica», «Ma sì, va bene se non abbiamo pregato», «Ma sì, va bene, se facciamo quello che non possiamo fare».
Quante volte si sente dire: «Io amo questa persona», ma che cosa ami, la carne? Quella prima o poi morirà, che cosa ami allora?
«Io provo sentimenti verso quella persona, come tra marito e moglie», ma che cosa ami? Che cosa ami?
Tu devi amare l’anima e devi dire: «Non sarò mica io occasione di scandalo per quella persona! Non è che per causa mia questa persona viene messa nella situazione di un peccato mortale, o a causa mia o dei miei vizi, delle mie perversioni, che ho nel cervello, questa persona deve compiere gesti, che la espongono a non potere fare la Comunione o, se la fa, a fare sacrilegio». Questo non è amore, questo è vizio, questo è egoismo! Questo non è amore! L’amore vuol dire, avere a cuore l’anima dell’altro! Se io so che il mio comportamento può essere di intralcio a …, me ne vado!
L’Eucarestia non è un pane benedetto!
L’Eucarestia è il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità di Gesù Cristo, morto per amore!
Tu vuoi ricevere la Comunione? Bene, vivi in purezza! Basta, hai già risolto il tuo problema.
Che cosa è più importante, il tuo egoismo, il tuo piacere o l’anima della persona che hai accanto?
Teresa di Gesù lo diceva: «Dobbiamo coltivare il culto delle immagini, perché fa bene all’anima vedere nelle nostre case immagini divine»; ci fa bene, perché richiama la mente alla centralità di Dio e che siano belle, perché oggi c’è il gusto dell’orrido.
Fanno delle immagini religiose che sono orrende, dei Volti di Gesù mostruosi, statue spaventose che non capisci qual è il diritto e qual è il rovescio, se sono con le gambe per aria o se sono dritte, con gli occhi storti, sembrano dei mostri.
Che siano immagini belle di Gesù, che ci aiutino a mettere Gesù Cristo al centro!
Buona preghiera a tutti.
 
Aaquanti
 
+VANGELO    (Gv 15,26-16,4)
Lo Spirito della verità darà testimonianza di me.
 
C - Seguire il Vangelo non è facile, l'uomo non riesce da solo a praticare le virtù spirituali che superano la condizione umana. L'uomo deve agire in modo virtuoso in tutte le circostanze, ma questo risulta difficile quando l'agitazione sconvolge la persona. Il sorriso e le buone opere sono l'aspetto esteriore di una persona perbene, si presenta agli occhi degli altri con questi modi, ma non si può rimanere costantemente virtuosi senza l'aiuto di Gesù.
Molte persone si sforzano nell'amare tutti, spesso però non riescono a conservare la serenità e si agitano, mostrando i loro limiti. 
Tutti siamo in cammino verso qualcosa, i cristiani scelgono in questa vita Gesù e il Vangelo per ricevere nell'altra vita la Gloria dell'eternità. È un premio impareggiabile, ma viene perduto di vista facilmente, avviene soprattutto ai credenti poco attenti.
La giornata è piena di circostanze che richiedono vigilanza e sforzi per non commettere errori e peccati, siamo di continuo chiamati a ricordare le parole del Signore. Non bastano comunque i buoni propositi, anche se sono indispensabili per rispettare determinati impegni. I propositi spirituali mirati a pregare di più, a fare penitenze, a praticare le virtù, si rispettano se viene in noi una forza superiore che ci eleva dalla misera condizione umana.
È l'azione dello Spirito Santo ad aiutarci nella pratica delle virtù, l'uomo da solo non può compiere opere soprannaturali.
Tutto quello che abbiamo di buono, le qualità dell'anima e del corpo, tutto è dono di Dio che ci aiuta a essere felici in questa vita e a raggiungere il Cielo. Soprattutto nel momento del Battesimo Dio nostro Padre ci ha riempito di innumerevoli beni. Ha cancellato la macchia del peccato originale dalla nostra anima. Ci ha arricchito con la Grazia santificante, per la quale ci ha resi partecipi della sua stessa vita divina e ci ha costituiti figli suoi. Ci ha fatti membri della sua Chiesa.
Oltre la presenza della sua Grazia in noi, Dio ha adornato la nostra anima con le virtù soprannaturali e con i doni dello Spirito Santo.
Le virtù soprannaturali sono determinanti per la nostra vita spirituale. 
Appunto queste virtù ci danno la possibilità di agire in modo soprannaturale, di giudicare il mondo e gli avvenimenti dal punto di vista della Fede e di comportarci da veri figli di Dio. Così ci permettono di conoscere intimamente Dio, di amarlo come Lui ci ama e di realizzare opere meritevoli per la vita eterna.
Umanamente il lavoro che si compie nella vita spirituale sembra di scarsa importanza, ma per influsso delle virtù, si trasforma in un tesoro di meriti per il Cielo. I Santi hanno guadagnato grandi meriti davanti a Dio e ricevevano credito quando pregavano. Sono i meriti che rendono il credente importante davanti a Dio, non le parole vuote e le preghiere superficiali.
Concentriamoci sulle virtù da praticare in molte occasioni ogni giorno. È la pratica coscienziosa delle virtù a renderci migliori. Buona preghiera a tutti.
Abraccio
 
Madonna Orione
Madonna di Lourdes San Luigi Orione

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