24/03/2015

Catechesi N. 59
 
A - È molto pericoloso abbandonare la preghiera, perché intraprenderemo un percorso decadente fino alla negazione stessa di Gesù e della sua Divinità.
Non si riceve nulla da Gesù se non siamo capaci di donarGli amore, preghiere, adorazione e questa è una realtà che dobbiamo definitivamente comprendere iniziando a porci come veri Cristiani anche nella quotidianeità dei nostri gesti.
B - Dio vede e conosce le più piccole azioni e i nostri pensieri più segreti. Trasgredire la sua Legge significa opporsi alla sua volontà.
Come accadde alla donna samaritana nell’incontro con il Messia al pozzo, anche noi, dobbiamo meravigliarci dinnanzi  alla conoscenza perfetta di Gesù su tutto ciò che ci riguarda, non possiamo sperare e illuderci che Lui dimenticherà le nostre inosservanze.
"Dio è Spirito, e quelli che Lo adorano devono adorare in Spirito e Verità".
C - Solo Dio stabilisce quando è il tempo di qualcosa, di un avvenimento o della realizzazione di qualcosa.
 Quando noi chiediamo una Grazia, spesso non arriva subito, a volte per mancanza di Preghiere e molto piu’ spesso perché Gesù desidera farci crescere nella Fede in attesa di un aumento di fiducia e amore verso Lui. Il presente e il nostro futuro dipendono da noi, dalle scelte di vita e dall'adesione o a quanto previsto dal Vangelo che è l’espressione di come Dio vorrebbe che ognuno di noi vivesse la vita che ci è stata donata .
 D - Si parla molto di sincerità ma non la si vede quasi da nessuna parte.
 Per noi cristiani la sincerità è una virtù di prim'ordine. Non potremmo essere cristiani se non la vivessimo fino alle ultime conseguenze. La sincerità con noi stessi ci permette di riconoscerci nella verità, di capire la causa dei nostri errori e di trovare la forza per reagire alle tentazioni.
E - Cosa e chi trattiene ancora la mano del Padre dalla Sua ira?
 Le preghiere chiaramente, non quelle vaghe o superficiali, ma quelle invocate dalla "Donna vestita di Sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle" (Ap 12,1).

Ricordiamo il pellegrinaggio a Lourdes dal 12 al 15 Giugno 2015 partenza giovedì 11 ore 20. Costo € 360.00

A - La parabola che racconta Gesù non è altro che un atto di accusa agli ebrei per il loro rifiuto di riconoscerLo come il Messia. C'è una graduale intensità nella parabola, fino all’epilogo finale che si pone il vignaiuolo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. La speranza era quella che i contadini non uccidessero il figlio per diventare i padroni della vigna, invece proprio i contadini compirono l’omicidio piu’ atroce , sterminando uno ad uno gli uomini inviati dal padrone per poi uccidere il figlio.
L’assurdo non sta nella buona fede del padrone che ripone la massima fiducia nei suoi contadini, ma semmai nel tradimento del patto con il loro padrone di questi ultimi.
La parabola racconta di Dio nelle vesti del Padrone, la vigna è la sua Chiesa, i contadini sono gli ebrei, gli uomini inviati rappresentano i Profeti uccisi per annunciare la Parola di Dio e il figlio inviato per ultimo è Gesù, il Messia.
Nelle parole di Gesù c'è un'affermazione che oggi alcuni ignorano affermando l'opposto di quanto è scritto nel Vangelo. Gesù dice esplicitamente: "Perciò Io vi dico: a voi sarà tolto il Regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti". Si rivolge agli ebrei, mettendo fine con queste parole all'alleanza con Israele segnando l’inizio di una Nuova Alleanza con il nuovo popolo: i Cristiani.
E lo stesso avviene quando un cristiano ,specie se un Consacrato, non risponde più alla sua vocazione cristiana e si volge altrove. Gradualmente perde l'identità spirituale fino ad agire in modo opposto alla Legge di Dio. La scelta di un simil comportamento determina inevitabilmente il distacco da Dio, perdendo la Sua Grazia; neppure i missionari inviati da Dio per aiutarlo e salvarlo riusciranno a riportare quell’anima perduta a Dio.
È molto pericoloso abbandonare la preghiera, perché intraprenderemo un percorso decadente fino alla negazione stessa di Gesù e della sua Divinità.
Molti tra noi addebitano a Dio la responsabilità delle proprie disgrazie pur non domandandosi cosa abbiano concretamente dato a Dio negli anni passati, riconoscendo con umiltà quanto e se il loro comportamento sia stato osservante della Sua parola e  fedele agli insegnamenti del Vangelo o, contrariamente, abbiano trasgredito qualsiasi regola. Se si vive lontano da Gesù e non si osserva il Suo Vangelo, come si può pretendere di ricevere aiuti e protezioni? Pretendere inoltre è manifestazione di una Fede piccola e limitata.
Non si riceve nulla da Gesù se non siamo capaci di donarGli amore, preghiere, adorazione e questa è una realtà che dobbiamo definitivamente comprendere iniziando a porci come veri Cristiani anche nella quotidianeità dei nostri gesti.
Solo così sarà facile e inaspettato ricevere Grazie , specialmente se le chiediamo in misura adeguata e laddove queste siano di reale aiuto alla nostro bene spirituale; viceversa sarà molto difficile ottenerle se ci ostiniamo a vivere e a perseverare  nel peccato.
Invito comunque i peccatori a Pregare, perchè quella preghiera ancora informe e debole, dopo un tempo ragionevole, potrebbe acquistare caratteristiche molto spirituali e permettere di ottenere molte Grazie.
Buona preghiera a tutti.

B - Il dialogo tra Gesù e la donna samaritana è sicuramente uno dei più belli del Vangelo. La profondità del dialogo è indiscutibile, contiene una ricchezza spirituale immensa e sarebbe limitativo esporla  in poche righe poiché non basterebbero nemmeno molti libri per parlarne. Ci sono passaggi che meritano una meditazione prolungata possibilmente personale, per interiorizzare questa esperienza così da farne nostro il messaggio contenuto.
Mi piace iniziare affermando che il pozzo dove si reca la donna rappresenta la misericordia di Dio, esso è profondo e disseta, tutti gli abitanti vi si recano per prendere quell'acqua che è essenziale per l'esistenza. È un pozzo vivo, sorgente di vita, disseta e rianima quanti si avvicinano, nonostante per raggiungerlo si debbano compiere sacrifici notevoli per la distanza e la calura del sole rovente.
La misericordia di Dio si deve cercare ed implorare, arriva dopo il nostro pentimento. Il rinnegamento richiede sacrifici.
Dio è una sorgente di misericordia, questo ci lascia comprendere l'incontro vicino al pozzo di Giacobbe tra Gesù e la donna, però non è possibile addentrarsi nella spiegazione se prima non consideriamo attentamente la condizione della donna. Appartiene al popolo dei Samaritani, nemici giurati dei Giudei, una inimicizia nata al tempo della vittoria degli Assiri nel 721 a. C. quando la città di Samaria venne distrutta e i cittadini deportati in Assiria.
La città semideserta fu occupata da nuovi popoli idolatrici, da pagani e da settari. Da quel fatto storico in poi, Samaria non venne più considerata appartenente alla Giudea e i suoi abitanti additati come  eretici, idolatrici, pagani.
Nel corso dei secoli l'avversità aumentò di continuo, fino all’apice dell’odio che nel 328 a.C. determinò il distacco netto e venne costruito il tempio samaritano sul monte Garizim. Nelle loro intenzioni il nuovo tempio doveva contrapporsi al tempio di Gerusalemme dedicato a Yavhè. Il tempio samaritano venne poi distrutto nel 128 a. C. per opera di Giovanni Ircano.
Come vediamo, tra Gesù e la donna il dialogo è impensabile, non esiste alcun presupposto per una serena conversazione, la stessa vicinanza con i Giudei è condannata dai Samaritani e anche la donna non nasconde la propria meraviglia  quando Gesù le rivolge la parola: "Dammi da bere".
Il Vangelo di oggi mette in evidenza che Gesù è "stanco del viaggio", questo non ci sorprende, la sua umanità anche se perfetta, patisce in questa circostanza il grande caldo e i lunghi viaggi. Nel Medio Oriente ci sono luoghi aridi per la calura opprimente del sole, in alcune ore del giorno è proibitivo esporvisi.
 La donna si deve recare al pozzo perchè necessita d’acqua e li incontrerà Gesù  in viaggio …Tutti e due hanno sete, Gesù non ha solo sete di acqua, è un'altra la sua sete ed è tutta soprannaturale. La sua stanchezza raffigura la sua Passione, anticipa tutte le micidiali sofferenze del Calvario. Gesù quindi, siede accanto al pozzo e attende qualcuno, non fa nulla per prendere l'acqua, sa che la chiederà alla donna che sta per giungere.
La richiesta di bere fatta dal Signore meraviglia la donna, tutto il dialogo è un crescendo di sorprese per lei che si renderà presto conto di trovarsi dinanzi a Colui che sa tutto.
Vi sottolineo che nel dialogo Gesù conosce tutti i pensieri e la vita della donna, nulla gli sfugge e le sue risposte sconvolgono la Samaritana. Sono le parole di Gesù a scuotere la donna che fino a quel momento non aveva  mai incontrato un Profeta che legge dentro e conosce fatti cosi intimi e personali.
Anche noi, come questa donna, dobbiamo meravigliarci dinnanzi  alla conoscenza perfetta di Gesù su tutto ciò che ci riguarda, non possiamo sperare e illuderci che Lui dimenticherà le nostre inosservanze.
Dio vede e conosce le più piccole azioni e i nostri pensieri più segreti. Trasgredire la sua Legge significa opporsi alla sua volontà.
La donna non trasgredisce la Legge di Dio per una sua scelta, ma per cultura dei suoi antenati che nei secoli si sono rivolti altrove, ma ella mostra di attendere il Messia e la sua implacabile  sete di sapere chi è. Così Gesù parla di un'acqua che spegne definitivamente ogni forma di sete, sposta il discorso e lo eleva, vuole spiegare che non è l'acqua del pozzo a mettere ordine all'anima e a santificarla, è la sua Persona, la Grazia che Lui emana.
Le sue parole sono forti e rivelatrici, la donna crede che Lui è il Messia, nessuno conosce i pensieri e il futuro se non Dio.
Quando la donna pone la domanda sul Messia ottiene una risposta che la rende felice e la spinge alla volontà di doverla comunicare a tutti i paesani. È una gioia assolutamente nuova quella della donna, che a una sua domanda: "So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa". ottiene una risposta imprevista da Gesù: "Sono Io, che parlo con te".
Così Gesù ,davanti a quel pozzo, mette fine alla disputa tra Samaritani e Giudei sulla scelta del tempio dove pregare, se a Garizim o a Gerusalemme. Il Signore esclude entrambi i luoghi e indica se stesso come il nuovo Tempio: "Dio è Spirito, e quelli che Lo adorano devono adorare in Spirito e Verità".
Dice anche qualcosa che possiamo accomunare ai credenti che adorano Gesù senza convinzione, senza la chiara percezione che Lui resta nel Tabernacolo ad aspettare tutti i suoi adoratori: "Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo. I veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e Verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che Lo adorano".
Dio possiamo cercarlo e trovarlo adorandolo in qualsiasi luogo, non è presente solo nel tempio, ci attende in Chiesa dove è presente sacramentalmente nell'Eucaristia, ma Lui è ovunque e in ogni istante della giornata ci ascolta e desidera che Gli parliamo a cuore aperto.
Dal dialogo tra Gesù e la samaritana cogliamo l'effetto che sortisce in lei: la donna diventa assetata della Verità, la scopre in Gesù e lo comunica a tutti, non rimane silenziosa come avviene a molti credenti che scoprono Dio.
 È assetata di incontrare il Messia, di conoscere la vera Fede, cerca il consiglio Divino per porre fine ai suoi tanti peccati. Incontra Gesù e comprende che la vita passata è stata costellata solo da errori e da tanta incapacità.
Il Vangelo ci deve far cogliere  che è Gesù ad essere assetato del nostro amore, Lui ci cerca e ci aspetta anche dove si cerca altra acqua...
Buona preghiera a tutti.

 

Beata Maria Serafina Micheli

C - San Paolo scrive ai Galati una lettera abbastanza risentita quando essi, in poco tempo, si sono voltati ad altre dottrine dichiarando l’ abbandonato del Vangelo.
 In questa lettera, di cui non si conosce la data e il luogo in cui fù scritta l’Apostolo inserisce la spiegazione dell'incarnazione di Dio: "Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l'adozione a figli" (Gal 4,4-5).
Questo testo indica, con parole sicuramente incisive e di comprensibile stupore, che quel Gesù che predicava San Paolo, era contemporaneamente Figlio di Dio eterno e di una Donna, del resto  non vi era altro modo per indicare la Persona di Gesù. Oltre a spiegare come è avvenuta l'incarnazione di Dio, il testo mette in risalto anche la Donna, non una comune ebrea, bensì la stessa Donna della Genesi.
"Io porrò inimicizia tra te e la Donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno" (Gn 3,15).
Gesù Cristo "nato da Donna"; è questa una affermazione sensazionale anche per noi, Lui è Dio e Uomo, Persona Divina che ha scelto per Madre una Anima nobile, speciale e singolare.
 Per comprendere, con i nostri limiti umani , le grandezze della Madonna, dobbiamo considerare l'infinita santità del Figlio Gesù.
Come Dio eterno, egli preesisteva alla Madre, era già Figlio del Padre e si preparava a diventare Figlio anche di una Donna di Nazareth, rara gemma cresciuta in costante comunione con il Padre.
Il Figlio prima di incarnarsi ed avere un Corpo umano, predispose il grembo immacolato per dimorarvi nove mesi. Maria diventa grazie all’opera Divina il Paradiso di Dio incarnato, Colei che viene indicata nell'Apocalisse "con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle", immagine Immacolata da cui prende forma Gesù e tutti i veri devoti della "Donna vestita di sole".
Riprendo la citazione di San Paolo per spiegare come i tempi di Dio sono sempre diversi dai nostri: "Quando venne la pienezza del tempo"; si tratta di una affermazione che implica una conoscenza che solo chi dirige il tempo può avere, tutti noi siamo creature e viviamo nel tempo, ma non possiamo dominarlo né fermarlo. Solo Dio stabilisce quando è il tempo di qualcosa, di un avvenimento o della realizzazione di qualcosa.
Quando noi chiediamo una Grazia, spesso non arriva subito, a volte per mancanza di Preghiere e molto piu’ spesso perché Gesù desidera farci crescere nella Fede in attesa di un aumento di fiducia e amore verso Lui.
Non basta quindi la sola preghiera.
 Nel primo caso l’ottenimento di una Grazia dipende dalla nostra generosità e nel secondo , Gesù ci prende per mano e ci invita a conoscerLo meglio fino a nutrire in Lui grande fiducia e amore.
Siamo noi a dover dare una risposta a Gesù quando chiediamo una Grazia.
Solo noi possiamo aver coscienza di quanto sia stata vera la nostra Preghiera e se questa sia stata adeguata e sempre noi sappiamo quanto sia affermata nel nostro Cuore e nel nostro Spirito la Fede in Dio.
Il presente e il nostro futuro dipendono da noi, dalle scelte di vita e dall'adesione o a quanto previsto dal Vangelo che è l’espressione di come Dio vorrebbe che ognuno di noi vivesse la vita che ci è stata donata .
La Madonna accoglie la volontà di Dio senza esitare, l'unica sua ansia è la volontà di Dio. Così diviene Madre di Dio.
Buona preghiera a tutti.

 

Beata Maria Karlowska

D - La preghiera e la presenza dello Spirito di Dio sono considerati da molti come un dovere, senza assimilarne il vero significato. Pensano che si preghi come fosse un obbligo, un atto dovuto, senza aver consapevolezza che continuiamo a commettere errori ricorsivi.
 Molti cristiani hanno questa percezione della preghiera, convinzione sbagliata ed incompleta. Quando pensano alla preghiera o ricevono l'invito a pregare, non comprendono la ragione di tale invito ,considerandolo  una incomprensibile e inutile perdita di tempo.
Lo Spirito di Dio essendo invisibile, non lo si percepisce sensibilmente per questo taluni non avvertono alcuna necessità di invocarlo.
Questi cristiani rimangono muti, non parlano con Gesù, non rivolgono parole evangeliche al loro prossimo.
Chi è il prossimo?
Chi ci vive accanto, i colleghi, gli amici, le persone che si incontrano.
Tutti  rappresentano il prossimo del Vangelo e non possiamo rimanere muti o totalmente privi di parole buone per il nostro prossimo.
 Nel trascorrere delle nostre giornate si dialoga senza risparmio di tempo, ma qual è il contenuto del nostro dialogo?
Sicuramente quello che dobbiamo evitare di commettere è un giudizio facile degli altri e della loro condotta, perché questo è un peccato grave.
 Spesso si rimane per scelta e con facilità, privi di parole buone verso gli altri, perché è totalmente inesistente in noi il bisogno di esprimere parole piene di amore, comprensione, sincerità.
È come se mancasse una spinta interiore ad assumere atteggiamenti spirituali, a pronunciare parole sincere, ad agire animati dalla retta intenzione. Chi delinea nella propria mente l’osservanza della retta intenzione tra le priorità, intraprende un rapido ed appagante cammino di perfezione. Sono proprio queste le intenzioni che agli occhi di Gesù determinano il giudizio tra un'azione meritoria o una peccaminosa. Il Signore valuta in ordine di importanza l'intenzione e poi la bontà dell'azione. Chi ha una buona intenzione vuole sempre qualcosa di buono per sé e gli altri.
È vero anche che in certi casi è auspicabile avere accanto una persona muta piuttosto che  falsa. Tra coniugi, in famiglia e al lavoro ci è sicuramente capitato di doverci difendere e di farci confondere dalla falsità.
Gesù non ci chiede di rimanere silenti  quando è necessario e a volte dovuto, parlare di cose buone, siamo noi a dover cercare  parole sincere per affrontare quanto si viene chiamati ad affrontare.
La sincerità è necessaria a tutti, non ne possiamo fare a meno, non c'è vita spirituale ed onesta senza sincerità.
I diavoli vorrebbero soffocare la nostra voce dinnanzi alle nostre battaglie interiori e spirituali cercando di risvegliare in noi l’orgoglio che mette tutto a tacere.
Nella preghiera, quando non parliamo al Signore delle nostre miserie e non Lo supplichiamo alla guarigione,  quando non valutiamo i risvolti delle nostre intenzioni in una ottica spirituale, o quando restiamo zitti perché la superbia ha serrato le nostre labbra, la malattia spirituale diventa praticamente incurabile.
L'amore per la verità ci conduce al Cuore di Gesù.
La verità è qualcosa di sacro e dobbiamo gestirla con rispetto e con amore.
La verità molto spesso è oscurata dal peccato, dalle passioni e dall’attaccamento alle cose materiali, ma il grande amore nella ricerca della stessa, deve darci la forza di saperla riconoscere ovunque, anche se questo potrebbe costringerci a combattere contro ostacoli a volte davvero enormi.
La menzogna, al contrario, spesso la si accetta senza richiederci grandi sforzi specialmente se guidati, a volte dalla pigrizia, altre dalla vanità o ancor peggio dall’oblio del prestigio.
L’attitudine alla menzogna è spesso causa della vanagloria o superbia o del timore di una brutta figura dinnanzi alle aspettative del nostro interlocutore.
Si parla molto di sincerità ma non la si vede quasi da nessuna parte.
 Per noi cristiani la sincerità è una virtù di prim'ordine. Non potremmo essere cristiani se non la vivessimo fino alle ultime conseguenze. La sincerità con noi stessi ci permette di riconoscerci nella verità, di capire la causa dei nostri errori e di trovare la forza per reagire alle tentazioni.
La soggettività, le passioni, la tiepidezza possono essere un ostacolo alla sincerità con noi stessi.
Per ristabilire in noi la sincerità, dobbiamo  affidarci alla preghiera, sottoporci quotidianamente all'esame di coscienza, ricercare costantemente una ferma direzione spirituale e sottoporci alla Confessione.
 Solo con l'aiuto della Grazia ottenuta, possiamo scacciare da noi il demonio subdolo e muto. Quando non riusciamo ad emettere il suono di parole buone e colme di amore c’è qualcosa che ci sta disturbando, ecco perché solo la presenza dello Spirito di Dio e il ricorso alla preghiera, possono salvarci dal male che cerca di prender forma in noi e nelle nostre azioni.
Dobbiamo tornare ad essere persone “veraci” che non conoscono menzogna e inganno, capaci di trasmettere amore a tutti, attraverso azioni umili ma nobili.. E’ esattamente questo che gli altri devono vedere in noi e riconoscerci.
 Buona preghiera a tutti.

 

Santa Laura Vicuna

E - Le stesse parole Gesù le ripeterà agli uomini che erano chiamati a vivere una conversione piena e si sono voltati altrove, sono coloro che hanno preferito alla virtù spirituale, titoli e poteri allontanando e rinnegando dalla loro vita ,la volontà di Dio e del Suo Vangelo.
"Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida!". (…) "E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo?".
Immagino lo sdegno e la repulsione di Gesù mentre pronunciava queste parole, proferite con immenso dolore ma assolutamente coerenti con lo stato di degrado di queste città che avevano rifiutato la grande possibilità di abbandonare la corruzione per incontrare la Vita!
Gesù non si lamenta solo del rifiuto di quelle città depravate, il suo grido condito di "guai" riguarda anche il nostro tempo.
La condizione spirituale di oggi se viene proporzionata al numero di abitanti di allora e alla mancata  conoscenza del Vangelo, è tremendamente orribile e assai piu’ grave. Il grido di dolore, Gesù continua a ripeterlo con maggior sdegno; questo è ciò che nell’insegnamento della porta stretta, lo porta ad affermare che molti busseranno inutilmente, oltre al rifiuto degli ebrei infedeli e la chiamata dei pagani.
Quando un uomo pose a Gesù questa domanda apparentemente banale ma interessante: "Signore, sono pochi quelli che si salvano?" (Lc 13,23), Egli rispose che bisogna passare per la porta stretta, sforzandosi di abbandonare e respingere le grandi deviazioni morali per restringere sempre più lo sfogo dei peccati.
«Sforzatevi  di  entrare per  la  porta stretta,  perché molti,  vi  dico, cercheranno  di  entrarvi,  ma  non  ci riusciranno. (…) Rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, aprici. Ma egli vi risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete. Allora comincerete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze. Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete. Allontanatevi da me voi tutti operatori d'iniquità!» (Lc 13,25-27).
I "guai" di questa società non sono menzionabili sia per l’ elevato numero degli orrori commessi, sia per la gravità e il disonore di queste stesse azioni e mi chiedo amareggiato a tal proposito: cosa potranno aspettarsi di buono in un prossimo futuro quanti hanno eletto come idolo la dissolutezza?
E non mi riferisco solamente alla dissolutezza e al disonore rappresentate da  persone sfrontate incuranti di apparire decenti, ma a quella decisamente piu’ grave e profonda volgare depravazione, mimetizzata poiché meno sfrontata della prima e compiuta da persone insospettabili.   Questa società ha seminato troppi "guai", nonostante le siano state concesse infinite opportunita’ di redenzione e non potrà ora sperare di ottenere  Misericordia, perché l'ira di Dio è arrivata al culmine.
Cosa e chi trattiene ancora la mano del Padre?
 Le preghiere chiaramente, non quelle vaghe o superficiali, ma quelle invocate dalla "Donna vestita di Sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle" (Ap 12,1).
Nessuno nel mondo pagano teme i "guai"  conseguenti alla perseveranza di una vita vissuta nel peccato e nella corruzione, ed anche tra i cristiani esiste questa incoscienza, incapaci di avvertire il pericolo che può colpirli improvvisamente, senza la certezza della protezione Divina.
D'altronde questi Cristiani  senza una Fede autentica, sono incapaci di pensare a Gesù, e  noi che invece l’abbiamo voluta,cercata e trovata facendola divenire parte di noi , dobbiamo salvarli da un destino infernale, pregando con amore e speranza affinchè anche queste anime, possano salvarsi e reidirizzarsi sulla strada che conduce alla salvezza.
La nostra preghiera dovra’ essere rivolta con fiducia e spirito di amore per la salvezza di tutti i peccatori.
Nelle vostre famiglie, tra gli amici e i conoscenti, i colleghi e tutte quelle persone che incontrate occasionalmente, c’è sicuramente qualcuno bisognoso di una preghiera di intercessione per ottenere una ispirazione da Dio e ravvedersi. Costoro potrebbero godere della salvezza della loro anima grazie a una nostra preghiera di intercessione, se richiesta con sincerità.
Riflettiamo sull'importanza di pregare per i peccatori che conosciamo!
C'è l'apostolato della parola, la trasmissione ai non credenti e ai tiepidi delle meraviglie della nostra Fede e la potenza dei Sacramenti.
È  una  irrevocabile  disgrazia  ricevere  quel  "guai"  da  Gesù  nel  giorno  del  Giudizio. 
Riflettiamoci attentamente.
 Nonostante la sua presenza a Cafàrnao con miracoli e insegnamenti sublimi, la città non Lo accolse perché gonfia dei suoi beni, Lo rifiutò senza appello.
Quale fine aspettava Cafàrnao?
"E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!".
La superbia, la presunzione e la stupida arroganza procurano "guai" da Dio probabilmente  irreparabili, l’unica speranza di salvare l’anima, resta l’umiltà.
Buona preghiera a tutti.

Notre-Dame du Cap 

S. LUIGI GONZAGA1 

San Luigi Gonzaga


 

Madonna Orione
Madonna di Lourdes San Luigi Orione

Come trovarci

Associazione
Amici nostra Signora di Lourdes
San Luigi Orione

Via Cascina Nuova n° 5
23873    Missaglia ( LC )

Tel. 338 2519542  -  340 0694979  -  039 9241201

Ci troviamo il:
Lunedì - Martedì - Mercoledì - Giovedì e Venerdì -  dalle ore 8,30 alle ore 12,30


Il pomeriggio dalle ore 14 fino alle ore 17 per i soli Malati spirituali telefonare per l'appuntamento.

Tutti i Venerdì sera ore 20,30 Santo Rosario ore 21 la Messa dei Malati
La domenica dalle ore 14,30 fino alle ore 19,30

Aiuta l'Associazione

Sostieni la nostra Associazione con un'offerta anche piccola. Un grazie di vero cuore a tutti i Benefattori. Stiamo cercando una casa per accogliere gli anziani soli. Aiutateci.

Amount
 EUR